SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 24 novembre presso il palazzo di giustizia di San Benedetto si è aperto il processo relativo a una operazione anti droga della Guardia di Finanza del febbraio scorso. Per D.F., 34 enne albanese residente a San Benedetto che venne denunciato a piede libero, è stata aperta la prima fase del rito ordinario.

F.V., anche lui albanese, 24enne e che venne arrestato, ha scelto la strada del rito abbreviato con differenti procedure. Nel suo appartamento di Porto d’Ascoli venne trovata all’interno di una intercapedine ricavata in un armadio un’ingente ulteriore quantità di coca per un peso complessivo di 246 grammi.

Il giudice ha ascoltato gli autori del blitz delle Fiamme Gialle che avvenne dapprima in un posto di blocco a Porto San Giorgio e un 43enne di Monteprandone che si trovava con i due albanesi e confessò di aver acquistato due dosi da uno dei due processati, D.F.: «Lo conosco solo perché mi è capitato di prendere due dosi da lui e del resto non so nulla». Il suo ruolo nella vicenda sembra essere solo quello di un “cliente” che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Dalla convalida degli arresti da parte del gip di Ascoli, Annalisa Gianfelice, ad oggi, il percorso giudiziario è stato organizzato su due fronti che oggi vedono separati i due imputati e i loro procedimenti. Sono difesi d’ufficio dall’avvocato Ivo Iacchini in sostituzione dell’avvocato Alessandro Angelozzi.

F.V., affittuario dell’appartamento dove è stata rinvenuta la droga, ha scelto il rito abbreviato mentre D.F., accusato in concorso a F.V. poiché in possesso di una chiave dell’appartamento dove si nascondeva la cocaina, ha scelto il rito ordinario, apertosi martedì e che proseguirà dopo un rinvio.

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