SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Giovanni Gaspari

«Vorrei esprimere la mia partecipazione e quella dell’Amministrazione comunale al lutto che ha colpito la famiglia del compianto prof. Alessandro Costantini Brancadoro. La città intera ha subito la perdita di una persona dalle grandissime qualità umane e professionali, come testimoniato dalla forte partecipazione popolare alle esequie che si sono svolte lunedì pomeriggio nella chiesa di San Pio X.

Una presenza così numerosa di persone, da essere la migliore testimonianza di quanto il prof. Costantini Brancadoro fosse amato e stimato. Non era facile immaginare come una persona di casata nobile, che da secoli vive per definizione un distacco dal popolo, abbia raccolto un così diffuso e sincero affetto da parte della gente. In chiesa c’erano tutte le categorie sociali, dalle persone più umili ai professionisti più affermati.

Penso che la chiave di lettura sia nelle parole pronunciate dallo stesso professore, quando gli fu conferito il premio Truentum 2005. Ricordo perfettamente che le sue prime parole, allora, furono un ringraziamento a tutti i contadini che avevano lavorato le terre di proprietà del padre, che con il loro sudore gli avevano consentito di studiare e poi di affermarsi come medico. Alla signora Ada sua moglie, ai figli, alla famiglia tutta, va il merito di aver aperto i cancelli della villa a tutte quelle persone che in precedenza nutrivano quasi un timore reverenziale verso di essa.

Alessandro Costantini Brancadoro ha contribuito ad accorciare la distanza tra la villa e la città. E questo grazie alla volontà di aderire ad un programma per rendere visitabili gli affreschi di De Carolis e anche con i tanti concerti che furono lì organizzati. L’allestimento di queste attività era delegata ai familiari, ma si sentiva sempre la presenza forte e la grande autorevolezza del professore. Anche il parco, naturalmente, fu aperto alla stessa utenza, e tutti ricordano la palma dal fusto più grande d’Europa. Per ironia della sorte, a causa dell’emergenza del punteruolo rosso, questa pianta alta e forte ha seguito nei giorni scorsi la stessa sorte del suo proprietario.

La grande partecipazione popolare alle esequie di oggi potrà forse alleviare il vuoto lasciato da questo grande uomo nella sua famiglia e in città».

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