ASCOLI PICENO – I dettagli dell’operazione “Off-side”, condotta dalla Guardia di Finanza di Ascoli in collaborazione con quella di Varese sono stati resi noti lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa durante la quale gli uomini delle Fiamme Gialle hanno ripercorso le tappe che hanno portato all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Varese nei confronti del “faccendiere” Marco Mongardini, già vicino all’acquisto del Centobuchi Calcio e in trattativa fugace per la Samb Calcio nell’ottobre 2008.

Dalle prime indagini, iniziate circa un anno fa, è subito emerso che il Mongardini non aveva reddito dal 2002, e che anzi aveva precedenti penali per associazioni per delinquere e riciclaggio, reati perpetrati nel periodo 2005-2007, soprattutto nella zona di Varese. Degli stessi reati è ora accusato.

Mongardini aveva fondato in Gran Bretagna il Gruppo Floris, una società specializzata in intermediazione finanziaria e concessione di mutui per finanziamento di attività commerciali, e che operava attraverso due gruppi bancari: la Floris Bank Limited e la Floris Finance Limited. Tali istituti, anche tramite internet, proponevano servizi finanziari non autorizzati.

Mongardini, attraverso una ristretta cerchia di collaboratori, tra i quali anche un esperto informatico, presentava documenti, definiti in gergo “Blocca schermo”, dai quali risultava che le società da lui presiedute fossero depositarie di diversi titoli.
Tali titoli, effettivamente esistenti, ma per nulla riconducibili al gruppo di Mongardini, venivano mostrati come garanzie, in modo tale da indurre gli imprenditori in difficoltà a chiedere credito agli istituti, e incassando nel frattempo il costo di assegnazione del titolo da prestare in garanzia, pari allo 0,25% del valore.

In questo modo Mongardini avrebbe tentato anche di ingannare gli stessi Istituti, cercando di convincerli a concedere il finanziamento.

Per rendere il tutto più credibile agli occhi degli imprenditori creava contatti con funzionari o consulenti compiacenti, oppure organizzava incontri in lussuosi hotel con presunti complici che si spacciavano per dipendenti degli Istituti di credito.

Anche il fatto di voler entrare nel mondo del calcio attraverso i tentativi di acquisto di diverse società, o il voler catturare l’attenzione di rotocalchi gossippari, sembrerebbero secondo le indagini rispondere a questa logica.

Sempre utilizzando il sistema del “blocca schermo”, inoltre, Mongardini stava mettendo in piedi anche diverse operazioni di “trading“. Una di queste  è venuta alla luce anche grazie alla denucia per “truffa” da parte di un importante imprenditore che avrebbe versato a Mongardini circa un milione di euro.

Anche alcuni imprenditori locali sono stati coinvolti nei vari giri di Mongardini, ed è possibile che nei prossimi giorni le indagini portino ad individuare altre persone che siano state truffate o abbiano comunque versato somme economiche al faccendiere.

Intanto risultano coinvolti nel reato di “Associazione a delinquere finalizzata alla truffa” anche F.L., 41 anni di San Benedetto, esperto informatico che provvedeva ad impossessarsi dei codici identificativi di titoli effettivamente esistenti con i quali contraffare i documenti; L.R., 29 anni, nato in Germania e residente a Torino, uomo di fiducia di Mongardini e direttore della Floris Bank Ltd e Floris Finance Ltd; D.D, di 41 anni residente a Roma, commercialista coivolto nell’operazione ai danni dell’imprenditore che ha presentato la denuncia per truffa; L.R.M, di 39 anni di Sora, e M.G., 48 anni di Monsampolo, che si occupavano di individuare gli imprenditori in difficoltà desiderosi di ricevere aperture di credito dalle banche.

Nei confronti di tutti i soggetti indagati sono state effettuate perquisizioni domiciliari disposte dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno Michele Renzo e dal Sostituto Procuratore Carmine Pirozzoli, che hanno determinato il sequestro di diversa documentazione probatoria come documenti “Blocca schermo”, codici di attivazione titoli gestiti dalla “Clear Stream”, pratiche relative ad imprenditori, supporti informatici e pen drive.

Le indagini proseguono ora verso l’individuazione di altre eventuali persone offese o imprenditori che, in passato, hanno avuto contatti con il gruppo gestito da Mongardini, al quale secondo gli inquirenti potrebbero aver affidato le proprie disponibilità finanziarie, potenzialmente anche fondi neri, nell’illusione di concludere rilevanti affari. Sarà determinante l’analisi accurata di tutto il materiale sequestrato al momento dell’arresto.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.865 volte, 1 oggi)