MONTEPRANDONE – Crocifisso sì, crocifisso no. Anche il presidente del Consiglio Comunale di Monteprandone, Nedo Tiburtini, si esprime sulla vicenda che negli ultimi giorni, in Italia, ha fatto molto discutere a seguito della sentenza della Corte di Strasburgo che ha dato ragione ad una donna italiana di origine finlandese che affermava che «il crocifisso in classe perturbava emozionalmente i suoi figli».
Tiburtini afferma che «il crocifisso deve rimanere al suo posto non solo per difendere le radici cristiane ma anche perché ha un significato etico, evocando principi che possono essere condivisi anche da quanti non professano la fede cristiana (non violenza, uguale dignità per tutti gli esseri umani, giustizia, primato dell’individuo sul gruppo, amore per il prossimo e perdono dei nemici)».
«Se dovessimo seguire la linea provocatoria del “turbamento emozionale” – continua Tiburtini – saremmo allora costretti a denunciare alla Corte Europea quegli organi di informazione che ogni giorno pubblicano gli oroscopi che affermano che la giornata sarà condizionata da mutamenti degli astri o dei satelliti. Oppure dovremmo ricorrere alla Corte per denunciare quelle maestre idolatre che hanno introdotto nelle scuole la festa pagana di Halloween».
«Ritengo che sia quindi saggio lasciare da parte queste inutili provocazioni dato che in Italia – conclude Tiburtini – possiamo ancora scegliere se aderire o meno ad una religione. Fortunatamente nel nostro stato questa libertà è ancora garantita, a prescindere dalla presenza del crocifisso in aula».

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