ASCOLI PICENO – La Corte di Cassazione ha emesso ieri, mercoledì 18 novembre, la sentenza definitiva nei confronti di Mario Buschi, il dirigente di banca che il 4 luglio del 2005 uccise a colpi di pistola il figlio Piero. Subito dopo aver commesso l’omicidio Mario Buschi si costituì alla Polizia, dicendo di non aver resistito alle continue minacce da parte di quest’ultimo.

La sentenza della Cassazione arriva dopo la condanna a dieci anni in primo grado e in secondo grado dalla Corte d’Appello di Ancona. Successivamente, su richiesta alla Corte di Cassazione da parte del legale difensore Nazario Agostini, gli atti sono stati inviati alla Corte d’Assise di Perugia, che ha riconosciuto l’attenuante della provocazione così come non era avvenuto in secondo grado. Da qui la riduzione, anche col beneficio dell’indulto, a cinque anni, con una sentenza emessa il 26 novembre dello scorso anno. L’avvocato Agostini aveva chiesto una ulteriore riduzione di pena, ma la Cassazione ha bocciato la richiesta confermando la sentenza di cinque anni. Mario Buschi, 63 anni, sconterà in carcere almeno un anno, in attesa di ottenere l’affidamento in prova.

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