SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Grande Opera, quei dieci milioni di investimento da parte della Fondazione Carisap non li possiamo perdere». Questa la posizione del rappresentante della Lista Martinelli-Partito Repubblicano in consiglio comunale, Antonio Felicetti, che ribadisce la sua proposta per la scelta dell’area destinata a un eventuale Accordo di Programma. 

Si parla dunque dell‘area Brancadoro, l’ampia zona agricola alle spalle dello stadio Riviera delle Palme, la più vasta zona non edificata della città a parte la Riserva della Sentina. L’iter di questo eventuale Accordo sarebbe questo: il proprietario concede l’area al Comune in cambio di volumetrie o benefici edilizi in altra zona del territorio comunale. Il Comune “gira” l’area alla Fondazione Carisap, donandogliela, e l’ente bancario investe i dieci milioni per la cosiddetta Grande Opera Architettonica (altro nome non c’è, perchè ancora non è ben definita l’identità di questa nuova attrazione turistica. Si sa che avrà uso pubblico, e molti hanno parlato di un auditorium, ma non c’è nulla di definito).
Comunque Felicetti la vede così, anticipando comunque il suo ottimismo sull’eventuale sblocco dei vincoli di legge sul Ballarin: «Ritengo che l’individuazione dell’area deve essere proposta dal Consiglio comunale sulla base di coordinate urbanistiche riconoscibili e necessarie per un’attrattività forte. Un’area che ha questi requisiti è certamente l’area Brancadoro, la cui scelta avrebbe fra l’altro l’ulteriore vantaggio di usufruire di uno schema progettuale già pronto, il Prg di Bellagamba che ha il pregio urbanistico di risolvere un nodo cruciale della nostra città, la riconnessione tra i due poli di Porto d’Ascoli e San Benedetto, prevedendo in questa grande area di circa 370.000 metri quadri funzioni per tutto il nostro territorio. In secondo luogo servirebbe anche a sminare il contenzioso sui Prusst». A proposito dei Prusst (i progetti di riqualificazione urbana a iniziativa privata approvati dalla giunta Perazzoli e poi annullati dalla giunta Martinelli, con ricorsi da parte dei privati e una pronuncia pendente da parte del Consiglio di Stato sul contenzioso), dopo l’incontro di martedì il capogruppo di Forza Italia Bruno Gabrielli, tenendo una posizione distinta da Felicetti, aveva ribadito che non si pente della scelta compiuta dall’amministrazione Martinelli di cui faceva parte, «in quanto l’annullamento dei Prusst seguiva la volontà del nostro elettorato».

Tornando al presente, Felicetti elenca poi alcune delle caratteristiche che dovrebbe avere l’area prescelta per la Grande Opera: «Deve essere realizzata in una di quelle aree che tutte le analisi urbanistiche recenti come il Prg di Bellagamba e lo Schema Direttore della Zazio riconoscono come aree strategiche, può essere supportata con altri interventi che si possono coniugare con essa per esaltarne la funzione. Non può essere soffocata in un contesto urbanistico chiuso, la scelta insomma deve tener conto di una visione generale delle direttrici di sviluppo del nostro territorio. L’interesse pubblico di un accordo di programma si misura soprattutto nella coerenza degli interventi con la città che vogliamo».

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