SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre ore di interminabili risate. Il “Recital” di Corrado Guzzanti sbarca pure a San Benedetto regalando ad un pubblico estasiato gli storici personaggi che hanno reso popolare il comico sul piccolo schermo negli ultimi vent’anni, ma anche delle novità di grande valenza satirica.

Supportato da Marco Marzocca (insuperabile ed immancabile spalla) e dalla sorella minore Caterina, Guzzanti non lesina battute ed amare considerazioni sull’attuale situazione politica italiana, destinando quest’ultime nella maggior parte dei casi alla voce di vari politici nostrani.

A rompere il ghiaccio ci pensa quindi un ministro dell’Economia Giulio Tremonti rappresentato in abiti settecenteschi. «Porca puttana, porca troia», esordisce sconfortato con la sua inconfondibile “erre moscia”. «Ma perché ho accettato di fare per la terza volta il ministro? Rambo III, Spiderman III sono stati tutti disastri, avrei dovuto saperlo».

Poi tocca al “pensionato” Bertinotti, che rimpiangendo i tempi in cui («con giochi, scherzi, divertimento e fantasia») occupava un posto rilevante nelle fila del centrosinistra, si prodiga in “ingegnosi” consigli per i suoi ex-compagni comunisti: «Oggi l’uomo non ha più paura del grosso leone della Savana, bensì dei virus, piccole ed impercettibili particelle invisibili. Quindi scindetevi, frammentatevi ulteriormente. E’ questa la strada giusta!»

Non mancano inoltre pesanti affondi sul Presidente del Consiglio, bilanciati da non meno tenere osservazioni sul Partito Democratico. Stavolta Guzzanti compare senza alcun trucco e propone il proprio volto privo di artifici. «Le tasse? Sono aumentate solo per chi le paga». «Il premier non ha mai dato una risposta alle dieci domande di “Repubblica”. In compenso ha dato dieci risposte diverse a una domanda sola. Anche questo conterà qualcosa o no?». E su Veltroni: «In campagna elettorale decise di non nominare mai il suo avversario. In effetti tirare in ballo D’Alema non sarebbe stata una buona idea».

Applausi convinti, che diventano scroscianti quando l’attore riporta sul palco Quelo, bizzarro santone del “Pippo Chennedy Show”, l’annunciatrice di “Rieducational Channel” Vulvia (riproposta a quasi dieci anni dall’ “Ottavo nano”) e Gabriele La Porta.

Guzzanti si congeda infine con un omaggio a Gianfranco Funari, in collegamento da un ipotetico Aldilà. Un epilogo apprezzabile e, per certi versi, commovente.

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