ASCOLI PICENO – Le prime lettere di licenziamento, recapitate già martedì mattina, avevano creato un più che comprensibile stato di agitazione per molti operai. Si tratta di una procedura automatica al momento in cui si registra il mancato accordo. E così è avvenuto, dopo che giovedì scorso i lavoratori hanno bocciato l’ipotesi di piano sottoscritta a Roma da Cgil, Cisl e Uil e che prevede il rientro al lavoro per 140 operai e 3,7 milioni di ammortizzatori per i restanti.

A Roma, però, nello stesso momento in cui arrivavano le lettere, Sdl e Ugl stavano incontrando i vertici della Manuli per poter valutare la possibiità di riaprire un tavolo di discussione, invalidando così le lettere di licenziamento. Si è trovata la disponibilità dell’azienda, anche con la mediazione dell’assessore regionale Franco Badiali, a incontrare nuovamente sindacati e isituzioni presso la sede della Regione Marche ad Ancona. L’incontro, inizialmente previsto per mercoledì pomeriggio, è stato rimandato a venerdì, ma non è escluso che possa andare a finire alla prossima settimana.

Nel frattempo il sindacato dei lavoratori continua la polemica con i sindacati confederali.
«Con le manovre degli ultimi giorni, le firme, le accuse e quant’altro, – afferma il respondsabile Andrea Quaglietti in una nota – i sindacati Cgil Cisl e Uil stanno narcotizzando i lavoratori, per dare via libera alla Manuli nel suo progetto ormai palese di smantellamento della fabbrica di Campolungo, e sferrare così un colpo decisivo verso la desertificazione industriale del territorio piceno».

«Ora l’assessore Badiali dice che l’azienda potrebbe riaprire il tavolo di confronto – afferma ancora Quaglietti – Bene. Ma ricordo che siamo stati noi nell’incontro di Roma di lunedì 16 novembre, che abbiamo chiesto e ottenuto dalla Manuli una nuova disponibilità a ridiscutere la situazione. Speriamo ora che i Confederali ci appoggiano in questo sforzo, insieme alla Regione stessa e alle istituzioni, per trovare una soluzione diversa alla vertenza. In caso contrario – conclude – vorrà dire che loro non fanno gli interessi dei lavoratori ma hanno a cuore altri interessi».

Al momento però sembrano non esserci troppe alternative al piano presentato dall’azienda, che a questo punto potrebbe apportare alcune modifiche che possano soddisfare maggiormente le richieste dei lavoratori oppure continuare a perseverare ribadendo l’aut aut sull’ipotesi presentata agli operai  giovedì scorso (140 posti salvati)

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