ALBA ADRIATICA – «Razzismo e antizingarismo allo stato puro». Così Nazareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì definisce la rivolta dei cittadini nel quartiere rom di Alba Adriatica a seguito dell’omicidio Fadani.

«E’ solo grazie al lavoro degli uomini delle forze dell’ordine se finora non è accaduta un’altra tragedia» . Ma Guarnieri non condanna solo la rivolta di mercoledì 11 novembre, ma anche «il pogrom in atto  da diversi giorni nel silenzio assordante della società civile, della politica e delle istituzioni.  Un pogrom ricercato da quella politica che predica bene e razzola male e che cerca il consenso attraverso un piano eversivo destabilizzante, che ha utilizzato un momento di grave lutto per destabilizzare l’ordine pubblico. Quella politica convinta di essere al di sopra della legge ed esente dal rispetto della legalità valida per tutti e per ciascuno».

Guarnieri attacca la politica «che non comprende le proprie responsabilità morali per la tragedia accaduta, responsabilità per l’elusione dei propri doveri istituzionali e costituzionali che richiedono l’attivazione di un programma adeguato di integrazione culturale per la minoranza rom».

Per il presidente della Federazione Romanì «la politica continua a fare di ogni erba un fascio, e per perseguire il proprio piano eversivo destabilizzante utilizza la minoranza rom come capro espiatorio, e non vuole dialogare con la rappresentatività rom, giuridicamente costituita e moralmente credibile, unico strumento per isolare i delinquenti, i criminali, gli opportunisti senza scrupoli».

Guarnieri precisa che la Federazione ha subito duramente condannato l’omicidio di Emanuele Fadani chiedendo per i responsabili una pena esemplare, mentre altrettanto non avrebbe fatto la politica e le istituzioni nei confronti di chi ha effettuato la spedizione punitiva nel quartiere rom.

«Abbiamo il dovere di intervenire – conclude per fermare la gravissima persecuzione razziale contro persone rom colpevoli solo di essere rom, e lo faremo nel rispetto delle leggi e della costituzione italiana».

Per questo si chiede alle istituzioni l’avvio di tutte le iniziative democratiche per contrastare il pogrom di Alba Adriatica e di avviare un dialogo «efficace ed efficiente» con la Federazione Romanì a rappresentanza della comunità rom.

 

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