ALBA ADRIATICA – Ci ha provato “Le Iene”, la popolare trasmissione di Italia 1 a descrivere il clima che si respira in città dopo l’uccisione di Emanuele Fadani, l’imprenditore abruzzese pestato a morte da tre rom lo scorso 11 novembre.

L’inviato Luigi Pelazza, giunto ad Alba sabato scorso in concomitanza dei funerali della vittima, ha intervistato gli abitanti della zona, letteralmente esasperati dai tragici avvenimenti degli ultimi mesi. Fadani come Antonio De Meo, il giovane di 23 anni, originario di Castel di Lama aggredito a Villa Rosa di Martinsicuro nella passata estate.

Proprio per questo motivo i residenti non hanno usato mezze parole: «Siamo arrivati al collasso. Sono incivili e non vogliono integrarsi. Vivono di espedienti e non fanno un cavolo dalla mattina alla sera. Si ubriacano, danno fastidio alle ragazze, alle comitive e se la prendono sempre coi più deboli».

Normale dunque, a loro avviso, l’insurrezione degli albensi: «Cinquanta individui vogliono far abbassare la testa a diecimila persone? E’ stata una reazione automatica. Se la gente arriva a farsi giustizia da sola, vuol dire che qualcosa nello Stato non funziona».

Ma il “momento clou” lo si raggiunge quando Pelazza tenta di sentire le opinioni degli stessi rom. In gran parte risultano rifugiati in località segrete, mentre altri rifiutano di rispondere al citofono.

A sorpresa però due ragazze di 19 e 20 anni decidono di farsi intervistare, non oltrepassando tuttavia il cancello della loro abitazione.

«I responsabili vanno puniti – esordiscono – e con noi non c’entrano niente. Non siamo tutti uguali, non siamo tutti assassini. Ci sono persone perbene, che lavorano».

Il giornalista domanda quindi se hanno precedenti penali alle spalle. «No, mai avuti». Al contrario, dal servizio si scoprirà che le giovani stanno tuttora scontando gli arresti domiciliari e che una è addirittura la cugina dell’omicida di Emanuele.

Il confronto si conclude infine con un velato avvertimento: «Alla giustizia devono pensarci i carabinieri, non il popolo. Ma se vogliono la guerra…».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.266 volte, 1 oggi)