SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è assoluta tranquillità nelle parole del sindaco Giovanni Gaspari, e i dati del ministero della Salute gli danno ragione: l’influenza A, la tanto discussa influenza suina che lunedì ha fatto la prima vittima nelle Marche proprio a San Benedetto, non è un virus killer. Non è più pericolosa della normale influenza di stagione, anzi lo è meno guardando ai tassi di mortalità sui pazienti colpiti. Non è una causa di allarmismo sociale, nonostante la sensazione provocata da questo decesso.

Ecco le dichiarazioni del sindaco, all’indomani dell’episodio e il giorno prima di una conferenza stampa sulle misure anti pandemia che terrà assieme al commissario straordinario dell’ospedale Massimo Esposito e al presidente della commissione Politiche sociali Palma Del Zompo. Una conferenza stampa, ci tiene a precisare il sindaco, che era già programmata da tempo, prima del decesso della paziente sambenedettese.

«Siamo assolutamente tranquilli, i medici ci confortano. Il virus H1N1 ha probabilità di causare la morte solo quando il quadro clinico del paziente è assolutamente compromesso da altre patologie, come nel caso della povera donna deceduta all’ospedale civile. Umanamente ci dispiace molto per la signora, allo stesso tempo ci preme ribadire che le statistiche e il numero dei morti registrati finora in Italia parlano chiaro: la mortalità si attesta sulla cifra di un caso ogni milione di persone».

Capitolo organizzazione della macchina sanitaria pubblica. Il reparto di Pediatria del “Madonna del Soccorso” è preso d’assalto dai genitori che appena notano vaghi sintomi influenzali nei loro piccoli chiedono un consulto temendo che si tratti proprio del virus H1N1. Che comunque si può curare come una normale influenza, tanto che al momento ci risulta che alcuni pediatri non prescrivano il vaccino specifico.

Comunque Gaspari mostra fiducia nella capacità del servizio sanitario regionale di affrontare l’emergenza organizzativa. «Ho piena fiducia nel personale medico delegato alla Salute Pubblica, nel dottor Tagliavento, nel dottor Persiani. Stanno lavorando alla migliore gestione possibile del rapporto con la popolazione. Ma, ripeto, non c’è ragione alcuna per scatenare il panico sui giornali. Nulla fa più paura della paura».

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