SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Arriva la risposta di Giovanni D’Angelo. Lunga, articolata e per iscritto: il dirigente dell‘Istituto Alberghiero “Filippo Buscemi” di San Benedetto, pesantemente contestato dalle rappresentanze sindacali che gli rimproverano le colpe per la mancata firma del contratto d’istituto (ma non solo), ha inviato una lettera all’attenzione di “Sua Eccellenza” Maria Stella Gelmini, ministro per l’Istruzione, a Renato Brunetta (ministro Funzione Pubblica) e quindi al Prefetto di Ascoli, i responsabili regionali e provinciali degli uffici scolastici, al personale docente ed Ata per far conoscere la sua posizione in merita alla vicenda.
«La parte pubblica (ovvero D’Angelo, ndr) ha convocato ben ventitré riunioni con il fine esclusivo di raggiungere l’accordo per erogare il fondo di Istituto al personale dipendente – esordisce D’Angelo – Ho cercato in tutti i modi, attraverso inviti e comunicazioni scritte, portate a conoscenza anche degli uffici sovraordinati, ma ho sempre irrimediabilmente constatato la pervicace presa di posizione che è stata quella di non firmare. Ho fornito loro quantità industriali di carte e documenti, richiesti ripetutamente senza motivo se non quello di sprecare carta e di far trascorrere il tempo senza nulla concludere né avanzare proposte. Intere riunioni sono state effettuate con discussioni inutili circa la pretesa assurda dei sindacalisti di modificare un articolato di legge, proponendo di togliere di volta in volta la parola “materna” o “elementare” o “convitto”, dimostrando totale disinteresse per il diritto dei lavoratori a percepire la retribuzione accessoria».
Un fiume in piena: «Hanno ripetutamente fatto rilevare la presunta illegalità nella presenza di alcuni componenti della delegazione di parte pubblica, arrivando persino a pretenderne l’allontanamento, violando palesemente le norme e, soprattutto, i doveri fondamentali del pubblico dipendente, che sono il rispetto e la collaborazione. Io, dopo che i sindacalisti nelle ultime sedute, all’improvviso, hanno rigettato la vecchia proposta del Dirigente, affissa all’Albo da molto tempo, ho lavorato ancora, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, perché si potesse procedere, quanto prima possibile, al pagamento delle somme spettanti ai lavoratori, presentando una ulteriore nuova proposta, che dovrebbe essere letta come l’ennesimo sforzo del Dirigente di trovare una mediazione che potesse portare a siglare la contrattazione».
Secondo D’Angelo alcuni procedimenti disciplinari non sarebbero ancora conclusi perché un lavoratore «per motivi ritenuti idonei, salute e famiglia, ha chiesto di rinviare l’audizione a difesa. Anche in questo caso le critiche sono fuori luogo e si può solo dimostrare di come e quanto io abbia a cuore i diritti dei lavoratori, la loro valorizzazione, il loro benessere sul posto di lavoro, insieme alla costante ricerca del miglior funzionamento possibile della Pubblica Amministrazione per il pubblico bene».
D’Angelo, quindi, entra nel merito delle critiche a lui rivolte: «Dopo che i termini per il pagamento dei lavoratori sono abbondantemente scaduti (31 agosto scorso) e preso atto degli atteggiamenti inconcludenti, irresponsabili e ingiustificatamente dilatori della parte sindacale, la quale ostacolando il pagamento va contro gli interessi stessi dei lavoratori, la dirigenza scolastica dichiara di essere pronta a firmare, auspicando un cambio di passo nel segno del rispetto delle persone, della collaborazione fattiva, della trasparenza e dell’autonomia negoziale; tutte le dichiarazioni personali dei lavoratori dell’istituto, docenti e personale ausiliario, sono state prese in esame dal dirigente S.g.a, che ha potuto verificare la compatibilità finanziaria con lo stanziamento relativo al Fondo d’Istituto, concernente l’anno scolastico 2008/2009. Nelle more della sottoscrizione della contrattazione d’Istituto, avrò come obiettivo primario ed urgente il pagamento di tutte le spettanze dovute al personale dipendente, che ha richiesto a gran voce che tale diritto non venisse calpestato proprio da coloro i quali avrebbero dovuto meglio tutelarli».
«Poiché l’unico motivo di disagio del personale, di chi lavora e collabora lealmente per l’ottimizzazione dell’efficienza del servizio scolastico, risiede nel ritardo, illegittimo e pretestuoso, del pagamento del salario accessorio, per responsabilità gravi della parte sindacale, il sottoscritto ribadisce che si sta attivando affinchè, nel rispetto degli adempimenti previsti dalla legge, si possa retribuire il personale docente e ata che ne ha diritto» scrive il dirigente dell’Ipssar, sicuramente adirato contro le parti sindacali.
«Mi sono sempre impegnato per il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale, con attenzione particolare relativamente alla sicurezza e alla messa a norma delle strutture edilizie, assicurando una migliore organizzazione del lavoro e l’incentivazione della qualità della prestazione lavorativa, valorizzando i dipendenti ed evitando la distribuzione a pioggia del salario accessorio».
Infine: «Respingo integralmente tutte le accuse perché false, tendenziose nonché perché destituite di ogni fondamento; né ha mai violato il contratto integrativo di Istituto, poiché deve essere ancora sottoscritto. Dichiara altresì di essere disponibile, nell’interesse generale della Pubblica Amministrazione e dei lavoratori della scuola, alla immediata sottoscrizione del Contratto Integrativo d’Istituto, a condizione che all’indecorosa sceneggiata si sostituisca la volontà e l’impegno di concludere. Non sembra possibile sottoscrivere un contratto se una delle parti non è interessata. Se, infine, nell’ipotesi che il mancato accordo possa dipendere dallo spostamento di qualche dipendente da un piano all’altro dell’edificio, decisioni assunte per esclusivi motivi organizzativi e di ottimizzazione del servizio, a semplice richiesta mi dichiaro disponibile a ripristinare la situazione quo ante, per il bene dell’Istituzione Scolastica, ma non trascurando che in questo modo le competenze del Dirigente vengono inevitabilmente usurpate».

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