CUPRA MARITTIMA – Un documentario che solleva quesiti importanti sulla situazione del cinema Italiano. È “Di me cosa ne sai” di Valerio Jalongo che è stato proiettato sabato 14 novembre al Cinema Margherita, serata in cui era presente lo stesso regista. L’opera inizia con la ricerca del film “Al di là del bene e del male”, la cui copia viene trovata nel deposito di un collezionista privato tra le masserie del sud.

Parte da qui un percorso che si snoda tra produttori e registi, che si domandano perchè oggi è così difficile produrre cinema di qualità in Italia. Interviste e spezzoni di film o di vecchi filmati (interessantissime le battaglie di Fellini contro gli spot all’interno dei film, impietosamente confrontate con le teen ager che nulla conoscono del grande regista riminese, neppure il nome) metteno il pubblico di fronte ad una realtà, ovvero che il cinema italiano si trova in un circolo vizioso da quale sembrerebbe difficile uscire.

Altri problemi sollevati da Jalongo nel suo documentario sono i centri commerciali e i multiplex che in Italia hanno comportato la chiusura di 350 cinema nei centri storici, contribuendo alla situazione negativa delle pellicole italiane, poiché nei multiplex queste trovano sempre meno spazio.

L’inizio della fine secondo il regista scaturisce dagli anni ’70, quando cambiò la legge sul cinema e vennero imposti delle restrizioni all’internazionalizzazione dei film italiani.

Dopo la proiezione Valerio Jalongo ha discusso della situazione del cinema e della cultura italiana con il pubblico presente che ha interagito con delle domande. A moderare l’incontro è stato il giornalista Simone Gambacorta.

Jalongo ha voluto sottolineare che «oggi nel cinema vige la legge del più forte, e il più forte è chi registra più auditel. Persino l’informazione dei telegiornali è legata all’auditel. Ovviamente il mercato deve esistere ma deve avere delle regole per precise, perchè altrimenti si cade nell’assistenzialismo e l’assistenzialismo non è mai una soluzione buona».

Ha affermato il regista: «Quello che manca in Italia è l’educazione al cinema, che invece dovrebbe essere insegnata nelle scuole dato che nel ‘900 ha avuto un ruolo fondamentale per la nostra cultura».

«È sempre più difficile inoltre – rimarca Jalongo – per i giovani registi trovare spazio ma il mondo per fortuna si evolve. Esiste infatti internet dove ci si può far conoscere e, anche se con un po’ più fatica, si possono anche ottenere dei risultati».

Ha concluso il regista: «Il problema riguarda non solo il cinema, ma tutta la cultura che negli ultimi trent’anni ha vissuto un degrado ed un declino totale. La cultura però si può curare, si può far crescere, ma questo cambiamento parte dagli spettatori».

Al Cinema Margherita il film verrà anche proiettato lunedì 16 novembre alle 21.15. Prezzo del biglietto 6 euro intero, 4.50 euro il ridotto. L’evento è stato realizzato dal Centro Maritain in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Cupra Marittima.

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