ALBA ADRIATICA – Resta un mistero (oltre ovviamente che una follia) capire le cause della morte del povero Emanuele Fadani, avvenuta, a causa di un pestaggio, nella notte tra il 10 e l’11 novembre davanti al conosciuto pub Black Out di Alba Adriatica, provocato da tre pugni (uno al naso, uno allo zigomo, uno alla fronte, quest’ultimo mortale perché ha causato una violenta emorragia cerebrale) sferrati da un gruppo di rom. Resta un mistero perché nonostante gli interrogatori di due dei tre assalitori, i giovani Danilo Levakovic e Sante Spinelli (si sono costituiti e si proclamano innocenti, ma sono accusati di omicidio volontario), resta libero Elvis Levakovic, che i due accusano come l’autore materiale dell’omicidio, il quale però è fuggito via e risulta ancora irrintracciabile.
Danilo e Sante, ad ogni modo, sono stati interrogati, nella giornata di venerdì, per tre ore, dalle 13 alle 16 (prima da soli e poi insieme) dal Giudice per le Indagini Preliminari Marina Tommolini (si è preferito farlo nel carcere teramano di Castrogno per motivi di sicurezza). Durante l’interrogatorio si è mostrato ai due un video di una telecamera di sorveglianza della banca che si trova di fronte al Black Out e che ha ripreso le immagini dell’agguato (era presente anche Graziano Guercioni, che aveva tentato di rappacificare gli animi ma è stato picchiato dai tre aggressori).
Tra le altre testimonianze, quelle di Giuseppe Fusaro della birreria Black Out, il quale racconta che Emanuele e i tre rom stavano parlando all’interno del locale. Poi non li ha più notati finché Sante Spinelli, rientrando nel pub, ha chiesto una bottiglietta d’acqua e di chiamare urgentemente il 118. Affianco al corpo di Fadani, Sante e Danilo tentavano in qualche modo di rianimarlo, mentre era già scomparso Elvis Levakovic.
Quest’ultimo (solo 22 anni) abitava in una roulotte di via Bafile, sequestrata dai vigili urbani sia perché abbandonata anche dai familiari, anche loro scomparsi, sia perché all’interno era presente una bombola del gas aperta e quindi a rischio esplosione. Inoltre si temeva che potesse essere incendiata.

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