GROTTAMMARE – Il sole, il mare, la spiaggia. Eccola, la solita, estate di San Martino. Per il capogruppo consiliare di Grottammare Futura Sandro Mariani, però, al trittico sopra elencato mancherebbe proprio l’elemento più esotico per Grottammare, ovvero la spiaggia.
«Da giovedì 12 novembre file di autocarri con cassone coperto vomitano sul fallimento del primo intervento tonnellate di sabbia nera, succhiata a novanta metri di profondità a largo dell’Adriatico, la stessa che durante l’estate aveva fatto la sua apparizione, ma che al primo vento di bora era misteriosamente scomparsa» scrive Mariani.
«Non tanto misteriosamente – continua Mariani – poiché docenti di geologia si erano presi la briga (loro sì, non certo la Regione), di verificare se il materiale era compatibile ed hanno scoperto che così non è, e che la sabbia “nera” non si sposa con la sabbia “gialla” per via della granulometria e di altri impedimenti».
«“Questo matrimonio sa da fare” come dissero i “bravi” a Don Abbondio e il bravo Marzialetti (dirigente della Regione Marche, ndr), insiste, nell’assordante silenzio dell’amministrazione grottammarese, che è pronta a giustificarsi dicendo che l’iniziativa e il costo è a carico della Regione, come se comunque non fossero tutti soldi nostri» attacca l’esponente della lista di opposizione.
«Certo è un bel doppio regalo questo del Santo – termina ironizzando Mariani – anche se siamo convinti che duri poco, come dura poco la sua estate, non più di una settimana, ma visto che ci siamo vorremmo inoltrare una ulteriore richiesta: “San Martino salvaci dalla moria delle palme”, perché ci stiamo trasformando nella riviera delle salme. Un arguto cittadino ha accampato l’ipotesi, non troppo lontana dalla realtà, che le palme si stiano suicidando ingoiando il punteruolo rosso. Motivo? Sono stanche di assistere al brutto che avanza, allo scempio che stanno perpretando sul territorio, alle falsità che ci propinano, alle accuse al mare che erode: il mare che ci ha dato la vita e la ricchezza oggi è il nostro nemico che avanza. Ma sarà il contrario. Siamo noi che avanziamo ad invadere il mare».

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