SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La conferenza stampa dell’Itb si conclude con un’amara constatazione: «Avremmo gradito da parte del Governo la stessa rapidità verificatasi per la vicenda del crocifisso». Parole di Domenico Ricci, legale dell’Associazione degli Imprenditori Turistici Balneari, che aggiunge: «In quel caso ci trovavamo di fronte ad una sentenza non coercitiva, alla quale si poteva non uniformarsi. Eppure l’intervento è stato immediato».

Ecco allora che, a quasi un mese dal termine ultimo imposto dalla Comunità Europea per un eventuale ricorso, i gestori di spiaggia alzano per l’ennesima volta la voce, auspicando in un supporto in extremis da parte del Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla.

Come già spiegato in passato, l’Unione ha avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia, col tentativo di annullare la disposizione di legge che prevede il rinnovo automatico delle concessioni balneari, in favore della libera concorrenza.

«Vogliamo essere proprietari della nostra impresa ed essere liberi di investire senza la paura di perdere tutto da un momento all’altro», ha ribadito il presidente Itb Giuseppe Ricci.

«Chiediamo quindi al Ministro la convocazione di un tavolo di lavoro, come chiesto dall’assessore Solazzi nei giorni scorsi».

Non mancano poi i consigli all’esecutivo con le possibili soluzioni alternative adottabili. Proposte concrete, come una eventuale modifica normativa che potrebbe partire dalla sottrazione delle zone costiere al demanio necessario per proseguire con la relativa attribuzione all’amministrazione locale. «Ciò – continua Ricci – consentirebbe al privato di acquistare la quota di nuda proprietà del terreno su cui insiste il manufatto, in modo da trasformare il diritto di superficie in piena proprietà a tutti gli effetti».

Una seconda opzione sarebbe infine quella di intervenire sulla legge 296/2006, in modo da allungare la durata delle concessioni demaniali, ora ferma a sei anni: «Perché non portarla sino al limite legale di 99 anni? Annulleremmo così tutti i dubbi di investimento che invece caratterizzano la situazione attuale».

Gli imprenditori balneari intanto, manifesteranno ancora il 1° dicembre. E lanciano un ultimo, orgoglioso messaggio: «Dove c’è un concessionario non ci sono disordini di alcun tipo. Perché noi la spiaggia l’abbiamo sempre tenuta d’occhio».

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