dal settimanale Riviera Oggi numero 799

dalla pagina Facebook di Italo Cocci, ex sindacalista Cgil ex deputato comunista
Cari amici, cari compagni,
il caso Marrazzo, le vicende di Del Turco in Abruzzo, i casi relativi alla sanità in Puglia, le storie dei rifiuti in Campania, la bocciatura di Soru in Sardegna soprattutto da parte dei suoi alleati conducono ad una sintesi fin troppo evidente. siamo allo sfascio completo della politica. Ormai siamo al saccheggio dei granai da parte di chi li doveva custodire, siamo a quella che Gramsci definiva “eversione delle classi dirigenti”. Vi segnalo una vicenda successa in questi giorni nella regione Marche. La ragione di questa segnalazione è quella di cercare di dimostrare che anche in quelle regioni che non sono finite sulle pagine dei giornali per vicende eclatanti, il malgoverno è comunque di casa. Ecco finalmente l’occasione per togliermi un sasso dalla scarpa, uno dei tanti ovviamente. Ho trovato lo spunto per riprendere un esercizio a cui mi sono dedicato da sempre: quello di combattere i soprusi, quello di non dare mai tregua al sistema. Ovviamente lo faccio con modestia ma assicuro che lo faccio con decisione. Intanto vi parlo di una iniziativa alla quale sto per dedicarmi. Quattro anni fa la Regione Marche pubblicò i bandi per il piano di sviluppo rurale. In sostanza finanziava progetti di sviluppo in agricoltura. Poco dopo incoraggiò i giovani a lavorare in agricoltura aiutandoli con un contributo di 10.000 euro una tantum se avessero deciso di diventare agricoltori e rimanere tali per almeno cinque anni. Una persona, della quale farò il nome solo quando mi autorizzerà, decise di diventare imprenditore agricolo, convinse alcuni investitori a fare un progetto ambizioso (di oltre due milioni di euro di investimenti) in agricoltura e diventò presidente della società. Il progetto di investimento di questa società fu approvato dalla regione, fu riconosciuto un contributo al progetto della società e fu riconosciuto altresì un contributo a sostegno del giovane neo agricoltore. Il finanziamento del progetto della società però fu accettato ma non erogato. Fu dato un acconto, poi la regione, come da bando, per l’erogazione del saldo attese che l’investimento fosse completato, ma anche dopo il completamento dell’investimento il saldo non arrivava. Il saldo era previsto che fosse erogato immediatamente dopo il collaudo dell’investimento avvenuto nel settembre del 2006 ma nonostante l’esito positivo del collaudo e nonostante i solleciti il saldo non veniva erogato. La cifra del saldo era consistente, oltre 350.000 euro ed il suo ritardo, per altro coinciso con una forte contrazione dei crediti da parte delle banche, indusse il giovane presidente della società e predisporre le carte per la sua messa in liquidazione e non potendo procedere nell’attività, rassegnò le dimissioni. Ma non essendo ancora trascorsi i cinque anni di permanenza in agricoltura, ma “solo” quattro anni e sei mesi, la regione ha richiesto il rimborso dei 10.000 euro che aveva erogato a suo tempo. In sintesi, la persona in questione, a causa del ritardo col quale la regione ha erogato quanto doveva, si è ritrovata senza il lavoro che aveva contribuito a crearsi e per di più deve ridare indientro il contributo a suo tempo percepito ma che in realtà è andato a beneficio dell’azienda dove lavorava che lo ha incamerato decurtandogli il compenso di amministratore ritenendo, forse a ragione, che il sostegno all’inserimento dei giovani in agricoltura andasse a beneficio di chi li occupava oppure andasse ai giovani se questi non avessero già un compenso da amministratore o da dipendente. E adesso i dieci mila euro questo giovane dove li prende? Per quanto mi riguarda lancio una colletta e assicuro a questo giovane che qualcuno pagherà per lui, intanto assicuro che sarò comunque io stesso a garantirgli la copertura del rimborso. La ragione di ciò sta nel fatto che insieme ad altri ho incoraggiato il giovane in questione ad intraprendere l’esperienza in agricoltura, a proporre il progetto del PSR e a beneficiare del contributo per inserirsi in agricoltura. In realtà confidavo, a torto, nella serietà delle istituzioni e nella coerenza delle amministrazioni di sinistra rispetto a certi temi. Ho sbagliato nel riporre la mia fiducia in questa marmaglia di politicanti e non vorrei che chi si è fidato di me adesso debba rimetterci di tasca propria. Ma la Regione può passarla liscia? Questi amministratori che si riempiono la bocca di grandi proclami… agricoltura, occupazione, giovani… ecc. possono pensare di farla franca? Possono pensare che chi ha creduto in certi ideali e in certi principi, chi ha dedicato tutta la sua esistenza per affermarli, possa rassegnarsi a quest’esito inglorioso delle sue battaglie? Cioè, questi amministratori possono erogare un contributo con quasi tre anni di ritardo, dissestando così un’azienda, e mettendo anche in croce chi la amministrava, senza pensare di pagare alcun conto? In una democrazia, ancorché decimata come la nostra, chi sbaglia deve pagare, ma siccome cercano di far pagare ad altri, metteremo in atto ogni inziativa per mandare a casa i responsabili. E chi sono i responsabili? Non lo so. Chiedo a Spacca di farsi carico di scovarli, di aderire alla colletta e in attesa di trovare il responsabile, di coprire lui il debito di questo giovane. Se non dovesse trovare il responsabile significa che sono tutti responsabili e allora a casa tutta la giunta e tutta la maggioranza che la sostiene. Nei prossimi giorni fornirò il dossier con tutti i dettagli e lancerò una iniziativa che ci farà divertire. Sperimenterò anche le moderne tecniche di comunicazione di massa (facebook, twitter, blogs e diavolerie varie) potendo contare su un insperato, straordinario contributo di molti giovani che mi insegnano ad usarli.

Cosa è successo, cosa sta cambiando, perché se ne accorgono oggi?
Il riferimento è ai due ex deputati Italo Cocci e Pietro Paolo Menzietti. Il primo eletto dopo una lunga militanza nella Cgil, il secondo dopo una lunghissima gavetta nelle stanze del PCI. Di Italo Cocci pubblico (visto anche che nel finale delle sue considerazioni chiede aiuto ai media) integralmente quanto apparso su Facebook mentre cito Menzietti (anche lui chiede aiuto) per la sua grande voglia di rinnovare la politica che ha espresso più volte con commenti al nostro giornale e che vorrebbe mettere in pratica con un nuovo “regolamento” che tuteli gli elettori nelle scelte politiche. Ci ha già provato nel 2006 ma il suo tentativo non ebbe esiti concreti, insiste oggi in coda ad una mia iniziativa che possa portare il popolo ad eleggere loro i candidati e non farli partorire esclusivamente dalle sedi dei partiti che, guarda caso, a loro tempo fecero la fortuna (si fa per dire) di entrambi i due onorevoli.
Lo facciamo molto volentieri perché i loro propositi sono da sempre i nostri e trovare due persone così che, almeno a parole, vogliono darci una mano non può che farci piacere. Lo verificheremo nei prossimi giorni approfondendo i loro “delicati” argomenti.
Per ragioni di spazio non abbiamo pubblicato il documento inviatoci da Pietro Paolo Menzietti ma è possibile scaricarlo da internet come documento allegato in Pdf all’ultimo mio DisAppunto che potete trovare nella home page di rivieraoggi.it- Grazie per la collaborazione a Cocci e Menzietti ed a tutti coloro che ritengono la questione degna di attenzione.
(il direttore)

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