SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da Gabrielli a Gaspari, da Gaspari all’ingegner Ivano Pignoloni, dirigente provinciale del Servizio Urbanistica. Che si dichiara «costretto ad intervenire nonostante il mio ruolo tecnico di dirigente, ma devo rispondere per precisare e tutelare la mia persona e salvaguardare la mia professionalità». Pignoloni si riferisce alla variante urbanistica che riguarda le strutture ricettive, e che nei giorni scorsi ha visto su fronti contrapposti Gabrielli e Gaspari.
«Il tenore delle dichiarazioni del sindaco denotano, oltre ad una scarsa conoscenza della materia urbanistica – che può anche essere giustificata ad un politico, un basso profilo personale, umano, culturale ed istituzionale» sono le pesanti dichiarazioni di Pignoloni, che poi entra nel merito: «Voglio smentire il sindaco dicendo che sulla variante in questione io non ho mai affermato che l’esito sarebbe stato favorevole una volta acquisito il parere della Regione Marche. Il parere tecnico dell’ufficio urbanistica provinciale, come risulta da tutti gli atti emessi in proposito, è stato costantemente uniforme nel ritenere che il Piano Particolareggiato di ampliamento degli hotel fosse esclusivamente di inziativa pubblica, vista la delicatezza ambientale della  zona e l’elevata urbanizzazione presente sul litorale che è caratterizzato da scarsi servizi e standard pubblici. Infatti solo in tal modo il Comune avrebbe potuto assicurare un giusto ed adeguato reperimento di aree pubbliche e per servizi».
Continua Pignoloni: «Il sindaco sa bene che la richiesta di parere alla Regione è stata irritualmente formulata dall’ex assessore provinciale Canzian, senza che fosse da me condivisa e firmata, come invece prevede il protocollo regionale. Anche questo dimostra la coerenza, la serietà e la terzietà con cui sono abituato a lavorare e di cui sono fiero. E’ bene che Gaspari sappia che il parere espresso dal dirigente della Regione è un mero orientamento a cui la Provincia non è tenuta ad uniformarsi in quanto tutte le funzioni e competenze in materia di urbanistica sono state attribuite dalla legge urbanistica regionale n° 34/92 alle Province. Il sindaco afferma  pure che mi chiederà i danni? Per che cosa e su quali presupposti? Sulla variante urbanistica, nonostante la sua personale richiesta di sospensione dei termini del procedimento – poi disattesa – ha invocato il silenzio  assenso per il decorso dei termini fissati dalla legge per l’emissione del parere provinciale, e poi mi vuol chiedere i danni?»
«La Provincia, come sempre contraddistingue il suo operato di trasparenza e correttezza istituzionale, ha espresso il proprio parere favorevole sulla variante al Prg cercando di salvaguardare l’interesse pubblico generale, prescrivendo cioè la redazione di un Piano Particolareggiato di iniziativa comunale una volta raccolte tutte le istanze di ampliamento da parte degli operatori turistici interessati. Evidentemente il Comune non vuole governare il processo di adeguamento delle strutture ricettive ed esercitare la propria competenza di pianificazione del territorio comunale, in una visione generale e complessiva degli interventi, ma preferisce favorire la spontaneità e le libere iniziative dei privati. Il “malvezzo” denunciato dal sindaco sul ricorrente cambio di destinazione d’uso degli alberghi in residence e abitazioni private non può che evidentemente essere “merito” della sua amministrazione comunale che ha permesso tali mutamenti di destinazione (si tratta in realtà di un fenomeno iniziato a fine anni Novanta ed ora quasi concluso, ndr) e non ha, nel passato, attivato procedure urbanistiche per la salvaguardia, il potenziamento e la razionalizzazione di tali strutture. Per i cittadini e la collettività forse questi sono i veri danni arrecati dalle amministrazioni pubbliche!» conclude con veemenza Pignoloni.

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