SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una targa ricordo per Andrea Maccaferro. Il 12 novembre 1999 a causa di un incidente aereo nei pressi di Pristina, in Kosovo, un Atr42 del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite precipitò.

Morirono in 24 tra equipaggio e volontari. Il comandante dell’aereo era il sambenedettese Andrea Maccaferro. A lui la città rende omaggio nel decennale della scomparsa, sabato 14 novembre.

Quel giorno verrà scoperta una targa sulla casa in cui Maccaferro nacque e visse a lungo, in via Montebello, angolo via Venezia. Alla cerimonia prenderanno parte la vedova Luciana Marchionni Maccaferro, il vicesindaco Antimo Di Francesco, il vicario della diocesi, don Romualdo Scarponi, e molti piloti aeronautici, ex allievi o colleghi di Maccaferro, in arrivo da Roma. Alle ore 17,30 verrà celebrata una messa nella chiesa di San Pio X.

Sulla targa è riportata la seguente frase: “Da qui Andrea Maccaferro, pilota sambenedettese, partì per volare nei cieli del mondo fino al 12 novembre 1999 quando, sopra Pristina (Kosovo), nel corso di una missione umanitaria (World Food Program) sostenuta dall’ONU, perse la vita. Nel X° anno dalla sua scomparsa la città e la famiglia lo ricordano”.

I coniugi Maccaferro, entrambi sambenedettesi (la moglie è cognata dell’ex sindaco Martinelli) contavano di tornare a vivere in Riviera, cosa che la signora Marchionni ha poi fatto. Esperto pilota ed istruttore di volo, Maccaferro era soprannominato “il comandante gentiluomo”. Hanno avuto tre figli: Alfredo anch’egli pilota, Mara, oggi medico, e Simone.

Come ricorda lo storico Giuseppe Merlini «Andrea Maccaferro, sambenedettese verace, era nato in pieno centro cittadino, nella casa posta in via Montebello, il 19 dicembre 1939, da Alfredo ferroviere e da Concetta Papetti oggi novantatreenne».

«Ebbe il nome – spiega ancora lo storico – in eredità dal nonno paterno, Andrea Maccaferro, pescatore, vecchio lupo di mare, discendente di quel primo Simone che nella seconda metà del 700 si era trasferito a San Benedetto sulla scia di tanti altri ceppi marinari, dal Porto di Fermo, oggi Porto San Giorgio».

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