ASCOLI PICENO – «Difendete e valorizzate con assoluta fermezza la nostra identità etico-culturale a partire dai simboli religiosi ritenuti di valenza universale come il crocifisso, espressione della storia e delle radici valoriali della nostra comunità, in tutte le forme possibili, a partire dalla sua affissione negli uffici dell’amministrazione provinciale aperti al pubblico. Intervenite affinché vengano immediatamente rimessi al loro posto nelle aule scolastiche ove fossero stati rimossi»: è questo l’appello con il quale il Pdl e il Map si rivolgeranno nel prossimo Consiglio provinciale al Presidente provinciale Piero Celani e a tutta la giunta affinché si adoperino per difendere il simbolo cristiano del crocifisso, di recente oggetto di aspre dispute dopo che con una sentenza molto discussa la Corte Europea ha stabilito che non deve essere presente nelle aule scolastiche.
Facendo riferimento a diverse norme di legge (l’ultima delle quali del Tar del Veneto, nel 2005: l’interrogazione completa è pubblicata sulla destra di questa pagina come allegato Pdf), il Pdl scrive che «le radici di un popolo non si possano recidere con una sentenza incomprensibile della Corte europea che accomuna il crocifisso ad una qualsiasi oggettistica o prodotto alimentare su cui legiferare per adeguarlo alle direttive europee». E inoltre viene ritenuta «inappropriata e ingiusta la sentenza della Corte Europea di Strasburgo in quanto non rispettosa dei principi della democrazia e delle tradizioni di un intero popolo e che tra l’altro recita: “Ciò che può essere gradito da alcuni allievi religiosi, può essere sconvolgente emotivamente per allievi di altre religioni o per coloro che non professano nessuna religione. Questo rischio è particolarmente presente negli allievi che appartengono a minoranze religiose”». Si fa quindi riferimento al «pericoloso relativismo culturale ed etico-sociale che si sta diffondendo in Italia e che rischia di spogliare la cultura del nostro popolo e più in generale quella occidentale dei suoi più profondi e plurisecolari contenuti etici e morali».
Forse esagerando o piuttosto con una punta di ironia, si scrive anche che «la stessa Corte europea, così preoccupata del benessere psichico di tali giovani menti, potrebbe essere sollecita dai loro genitori a ritenere che la presenza di cattedrali, chiese, campanili e edicole votive lungo il tragitto di percorrenza verso la sede scolastica siano simboli di una terra religiosamente tanto ostile e antidemocratica da eliminarli».

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