GROTTAMMARE – Martedì 10 e mercoledì 11 novembre per le vie del centro di Grottammare si terrà la tradizionale fiera di San Martino. Grazie a Lillo Olivieri, appassionato della storia di Grottammare, siamo in grado di pubblicare questo breve servizio del “Giornale Luce” registrato nel novembre del 1929, che ci permette di vedere ciò che spesso si racconta, ovvero che originariamente San Martino era una fiera popolare legata all’economia della seconda metà del XVIII secolo e rappresentava l’ultimo mercato dell’anno, prima del freddo invernale. Alla base vi era lo scambio di materie prime e prodotti agricoli in cambio di manufatti, semilavorati o prodotti finiti.

La fiera era un mercato “franco”, ovvero ad essa potevano partecipare tutti, senza controlli sull’effettiva origine delle merci. Era, quindi, l’occasione giusta per vendere il bestiame e gli ultimi frutti della terra, in altre parole quelle merci derivanti dagli ultimi raccolti agricoli, che non rientravano nella divisione con il proprietario (il contadino infatti lavorava per il padrone che gli concedeva una percentuale sul raccolto come pagamento).
Oltre a questo scambio di merci, l’11 novembre era l’occasione – e lo è ancora – per l’apertura delle botti di vino, e quindi per l’assaggio della prima produzione vinicola. Famoso è, infatti, “lu vi’ cotto” – il vino cotto – abbinato alle prime castagne gustate arrosto, cotte al momento nelle piazze.

Il video è di proprietà dell’Istituto Luce.

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