ASCOLI PICENO – La compagnia “Il Rompibolle”, che prende il nome dall’omonimo spettacolo, è attiva da oltre due anni sul territorio piceno e si è esibita nei teatri di Offida, Castignano, Acquaviva e per diverse volte a San Benedetto, dove ha sede. Si tratta di un Associazione Culturale no profit che devolve gli incassi delle proprie esibizioni in beneficenza.

Lo spettacolo “Il rompibolle” approda per la prima volta al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, un palcoscenico importante per un gruppo di amatori che si contraddistingue anche per annoverare tra i propri artisti anche il vicepresidente della Provincia Pasqualino Piunti, che per una sera abbandonerà le tradizionali vesti di politico per vestire quelle di cantante.

«Lo spettacolo promuove valori che sono alla base del pensiero cristiano – spiega Piunti – Ma vorrei ricordare che la nostra non è un associazione parrocchiale o che aderisce a movimenti religiosi, è soltanto un gruppo di persone che vuole esprimere attraverso la musica e lo spettacolo quelli che sono, a nostro avviso, i valori universali che il genere umano sta dimenticando e che sono  riconducibili alla figura di Gesù».

Il musical, scritto da Paola Olivieri, si compone di 18 brani musicali scritti dalla stessa Olivieri e arrangiati da Pasqualino Palmiero. Le coreografie sono di Catia Massetti, la scenografia e la regia sono affidate ad Antonio Cocci Grifoni. La voce narrante sarà quella di Angela Speca, mentre tra gli interpreti principali ci saranno Pasqualino Piunti, che impersonerà il barista Franco, Simona Lattanzi nel ruolo della Mamma e la piccola Irene Picardi, che sarà la bambina fashion. Lo spettacolo inizierà alle ore 21.30 con ingresso gratuito.

L’aspetto più importante rimane la beneficenza. Il ricavato ottenuto dalle offerte, infatti, verrà destinato ad iniziative di carattere sociale, valutando sulla base delle necessità a chi devolvere la somma, come è già stato fatto diverse volte in passato. L’associazione ha ottenuto la stima e l’apprezzamento anche del Vescovo di San Benedetto Monsignor Gervasio Gestori che ha chiamato il gruppo per festeggiare i suoi cinquant’anni di sacerdozio e che ha così commentato lo spettacolo:

«Il testo (…) costringe a pensare su aspetti per nulla marginali della nostra vita, mediante una rappresentazione semplice e chiara e con musiche gradite e coinvolgenti. I contenuti ricchi di umanità aiutano a rispondere alle domande vere di ogni persona, frantumando quelle diffuse e comode certezze, che in realtà si fondano sul vuoto, illudendo e deludendo».

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