ASCOLI PICENO- Il Gip del Tribunale di Ascoli Piceno Annalisa Gianfelice ha respinto l’istanza di dissequestro avanzata dal legale dei titolari della gioelleria Sciamanna, sottoposta a sequestro preventivo dalla locale Squadra Mobile lo scorso 21 settembre a seguito delle indagini relative all’operazione antidroga Messenger.
Nel corso delle indagini era emerso che i titolari della gioielleria, sfruttando il paravento di un’attività imprenditoriale apparentemente legale, avevano ripetutamente approfittato dello stato di bisogno di diversi giovani tossicodipendenti ascolani, alcuni dei quali minorenni, ricevendo dagli stessi oggetti preziosi di provenienza delittuosa, spesso sottratti in casa, garantendo in tal modo un’attività di ricettazione quale “servizio collaterale” della gioielleria stabilmente organizzato.

Il Gip, ritenendo tuttora sussistenti i gravi indizi di colpevolezza che avevano portato all’emissione del sequestro, pur autorizzando la rimozione dei sigilli e la “facoltà d’uso” dell’esercizio commerciale, ha nominato quale custode giudiziale della gioielleria la stessa titolare, vietandole tuttavia di esercitare la compravendita di oro usato e imponendole la restituzione del registro delle operazioni giornaliere alla Questura.

L’oro usato che era giacente nella gioielleria all’atto del sequestro è stato inventariato e fotografato dalla Polizia Scientifica. I legittimi proprietari degli oggetti potranno avanzare istanza di restituzione presso la Procura. Il provvedimento è stato eseguito sabato mattina dal personale della Squadra Mobile.

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