ASCOLI PICENO – Arriva l’inverno e tornano le pellicce negli scaffali del negozio MaxMara. Fin qui nulla di strano ma un gruppo di ragazzi locali, aderenti alla campagna Aip (Attacca l’Industria della Pelliccia), nella mattina di giovedì 5 novembre hanno protestato ostinatamente davanti al noto negozio di abbigliamento Max Mara di Ascoli, sito in Via del Trivio, per la presenza di capi in vera pelliccia (sabato scorso 31 ottobre erano invece, per lo stesso motivo, al corso di San Benedetto).

Campagna Aip è una rete nazionale di gruppi contrari ad ogni forma di sfruttamento animale che si mobilitano strategicamente contro l’industria della pelliccia con campagne di pressione e di informazione.

La protesta è contro il Maxmara Fashion Group, noto marchio storico di abbigliamento in espansione in tutto il mondo, che racchiude i seguenti marchi: Max Mara, Max&Co, Maxsport, Marina Rinaldi, Marella, Pennyblack, Persona e Iblues.

Gli animali più utilizzati per realizzare le pellicce e gli inserti (ad esempio i colli impellicciati sui giubbotti) sono i visoni, le volpi, i cincillà, i procioni, cani, gatti, linci ed ermellini ed ogni anno vengono uccisi circa 40 milioni di animali appositamente per la loro pelliccia.

«Bisogna boicottare chi vende pellicce e fermare questo massacro – sottolineano i ragazzi a gran voce attraverso l’utilizzo di un megafono – far cessare questo stile d’abbigliamento, come quello del Max Mara Fashion Group, non acquistando più capi con inserti di pelliccia».

Grazie all’attività dell’Aip molti grandi magazzini italiani come La Rinascente, Upim, Oviesse, Coin, Stefanel, Sixty Spa, Belstaff e Diesel hanno adottato una politica Fru-Free, cioè priva di pellicce, cosa che invece non è avvenuta con il MaxMara Fashion Group nonostante le continue pressioni che durano da più di un anno.

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