Il modo attuale di fare politica è da cambiare? Credo che risponderebbero di sì il 95% dei residenti nella nostra Riviera ma anche degli italiani.
Anche se poi, alla resa dei conti (elezioni), prevale sempre un “sentimento” che un lettore ha sintetizzato molto bene così: “Chi reclama una amministrazione più “giusta” e imparziale poi in realtà ne vorrebbe una altrettanto parziale ma a proprio favore”, senza rendersi conto che il male della politica è racchiuso proprio in questo concetto che aspiranti politici mediocri sanno sfruttare a meraviglia. Spiego immediatamente perchè.
Dopo un primo anno post elezioni interlocutorio, dal secondo in poi, inizia una demonizzazione di chi è al potere da parte di chi ha perso, che non ha nulla a che vedere con la crescita democratica attraverso la dialettica. Il fine solitamente è quello di “scalzargli” la poltrona prima possibile e prendere il suo posto.
Il merito o i fatti contano sempre meno, quasi sempre la candidatura non è finalizzata ad una sana amministrazione pubblica ma alla propria ambizione, alla possibilità di business. Legata appunto non al riconoscimento di quanto si è fatto nella vita ma al puro affarismo, con il “demonio” denaro sempre al centro di un qualsiasi progetto.
Certo, è anche sbagliato generalizzare e quindi coinvolgere in queste mie negative considerazioni chi si mette in politica con intendimenti diversi e migliori ma, chissà perchè, gli stessi vengono, prima o poi, emarginati, perché (secondo i più “furbi”) non hanno capito niente della ppolitica che vorrebbe imperante questa regola: «Adesso comandiamo noi e facciamo gli affari nostri e dei nostri “elettori palesi” perché, quando comanderanno gli altri, si faranno i loro, quindi approfittiamone oggi che abbiamo il coltello dalla parte del manico»
Il cittadino diventa importante soltanto al momento del voto, dopo è semplicemente un suddito. E’ un’analisi troppo dura? Io credo di no.
Servirebbe un cambiamento radicale di mentalità che già si presenta difficilissimo. Una mia rivoluzionaria proposta (nominare i candidati e quindi i futuri amministratori pubblici, sfruttando un mezzo popolare come internet) ha avuto già commenti positivi su Sambenedettoggi.it (presto si chiamerà Rivieraoggi.it) ma anche scoraggianti «…sono contento che ci sia ancora qualcuno che non si arrende. Io sinceramente ho perso la speranza. La stragrande maggioranza dei cittadini è totalmente disinteressata ai fatti della politica (anche quelli che si ripercuotono direttamente su loro stessi) mentre una minoranza è fin troppo interessata», scrive Yula.
Insomma una resa totale del popolo che, secondo l’autore del commento, non dà più spazio a soluzioni diverse. Chi non si vuole arrendere viene considerato una “mosca bianca”, quindi inutile. Il sottoscritto e le testate che dirigo, in questo caso.
Io credo invece che questo sia il momento giusto, proprio perchè la degenerazione della politica sta toccando il fondo. E’ giunto il tempo di abbandonare definitivamente le chiacchiere. Inutili anche i giornali (ci metto anche il mio) le cui critiche, seppur giuste e mirate, lasciano spesso il tempo che trovano, tutto passa e la gente si dimentica) per cui è tempo di passare a fatti concreti e cioè entrare in gioco in forma più diretta.
Io lo faccio con una proposta che oggi qualcuno può ritenere utopistica ma che domani potrebbe rivelarsi necessaria.
Tra i pareri dei lettori ce n’è uno già concreto perché ha allegato un forum che tratta proprio l’argomento da me posto all’attenzione con un precedente disappunto.
Io partirei proprio da lì da un documento che nel 2005 non ha trovato fortuna ma che può essere utile come base su cui iniziare a discutere.
Ecco la mia idea: iniziare sin da subito a studiare insieme quel documento (che allego in formato Pdf) tra chi ritiene che sia giunto il momento di un vero e radicale cambiamento ma anche di chi abbia intenzione di fornire il proprio curriculum vitae perché intende proporre la sua candidatura. Come sindaco o come semplice consigliere.
Chi vorrà, potrà aderire all’iniziativa comunicandolo via mail (nazzareno.perotti@tin.it) e magari passare la voce a chi non ha dimestichezza con internet.
Come momento iniziale mettiamo a disposizione il nostro salone (80 posti) per poi, in seguito, trasferirci in luoghi più adatti e capienti. Grazie per l’attenzione e per i vostri suggerimenti.

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