SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non c’è solo Nazzareno Torquati a “rompere le scatole” a Giovanni Gaspari. Dal centrosinistra anche la voce – forse isolata in quanto ad intensità, ma persistente – di Nazzareno Trevisani, tesserato Pd e storico esponente della sinistra cittadina, continua a scavare attorno alla giunta dell’attuale sindaco con critiche molto dure. Che stavolta, oltre che sulla cassa di colmata, argomento su cui da mesi batte Torquati, cerca di individuare altri elementi di discussione intorno alla vicenda Pro Loco e alle recenti polemiche fra Gaspari, Spacca e Donati.
PRO LOCO «Che senso ha  la conflittualità pubblica (da tre anni ormai), tra Gaspari e una associazione che conta oltre duemila aderenti? Operatori commerciali, turistici, cittadini di vario ceto sociale e vario orientamento politico… La Pro Loco ha lo scopo di promuovere il “buon nome” della nostra città con iniziative culturali e ricreative. Apparentemente, ha il torto di non fare salamelecchi al sindaco; il Presidente, Marco Calvaresi, imprenditore turistico aderente a Confindustria Turismo (già presidente del Consorzio Turistico), tre anni fa osò criticare la politica turistica dell’Amministrazione Comunale. Non so se è questo il vero motivo o perché si reputa di destra quella associazione, per non riconoscerla, ma Gaspari è il sindaco di tutti e non può pretendere di scegliersi gli interlocutori di una associazione legittimamente costituita che, fra l’altro, ha come presidente onorario Ivano Pennesi, in passato direttore dell’Azienda turistica, assessore e attuale dirigente del Partito Democratico. Negare ostinatamente il suo riconoscimento produce due danni: impedisce di attingere ai finanziamenti regionali previsti per le Pro Loco e aliena all’amministrazione comunale il consenso di gran parte degli associati».
CASSA DI COLMATA «Apprendo che quanti si preoccupano della salute dei cittadini di San Benedetto, della tutela ambientale di una parte del litorale, chi solleva obiezioni ed è preoccupato del complesso di opere che si stanno realizzando per la vasca di colmata (leggi discarica) al porto, sono stati additati come fautori di battaglie di destra. L’altro ieri il neo segretario nazionale del Pd, Bersani, di fronte all’estendersi della epidemia suina in Italia ha espresso pubblica preoccupazione, nonostante le assicurazioni del vice ministro. Gaspari, anche Bersani è di destra?»
SPACCA E DONATI «L’attacco furioso al Presidente della Giunta Regionale di centrosinistra è un atto proditorio che sembra studiato a tavolino con altri sindaci di centro sinistra (come evocato nell’intervento della Emili?). Il partito è d’accordo? Gionni, Colonnella, Canzian, Stracci, Gregori, la segreteria dei circoli di San Benedetto, non avete nulla da dire alle migliaia di cittadini che vi hanno votato alle primarie?». Secondo Trevisani si tratta di «un film già visto che ha portato il Pd alla sconfitta elettorale in Provincia e al Comune di Ascoli. Anche allora accuse feroci a Rossi dai potentati del Pd, uso strumentale delle primarie di partito, e,infine, le accuse a Spacca per quella sconfitta. Scrissi che continuando così avremmo perso anche le elezioni regionali. La strada imboccata è quella…»
Secondo Trevisani, questi tre problemi accadono perché «i noti padroni del Pd locale e provinciale, oggi come allora, sono sicuri di vincere alle Regionali. Così Spacca viene attaccato da San Benedetto dopo che i dirigenti nazionali ne lodano l’attività. Qualcuno vuole sostituirlo? Capisco il ruolo di fedele sudditanza dell’assessore Emili che deve consolidare sia la prevedibile candidatura alle Regionali (sua o del marito, l’ex sindaco Perazzoli) sia l’appoggio elettorale dei sindaci dell’hinterland (ma qualche settimana fa non si esultava perché la Regione aveva stanziato milioni di euro per l’ospedale?)».
«Mi sfugge il ruolo di Gaspari che fa la voce grossa pensando di scaricare su Spacca errori ed inconcludenze della sua Amministrazione. L’uscita maldestra e spericolata dei due non apporterà consensi né a loro, né al partito che sarà solo più diviso (leggano bene i risultati delle primarie). Il rapporto positivo con la Regione si instaura a partire dall’autorevolezza degli interlocutori,
dalla credibile rappresentazione delle esigenze del territorio, dalla concretezza dei progetti proposti da sostenere, nel caso, anche con lotte unitarie della città. Non le chiacchiere, gli annunci, i piagnistei  campanilistici a quattro mesi dalle elezioni… Ho la sensazione, sempre più forte, della inadeguatezza di questo “gruppo” al comando del Pd. Dispiace vedere  la città perdere opportunità e rimanere indietro. E’ ora che il partito abbia un sussulto e ne tragga le conseguenze per tempo se vuole evitare altre sconfitte oltre quelle già subite».

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