SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Silenziosa ma sempre presente muore una delle colonne portanti della cultura italiana, la poetessa Alda Merini. Il primo novembre 2009, dopo settantotto anni di racconti e poesie, un tumore osseo che da tempo aggravava la sua situazione clinica l’anno costretta ad arrendersi.Si ricorda quel sorriso spezzato, il rossetto rosso e la sigaretta sempre accesa che ispiravano la sua femminilità, il suo cuore di donna spesso troppo fragile per assorbire le dure ingiustizie della vita.

Da tempo soffriva di una forte depressione ma in un intervista recente disse: «Non esiste arte senza sofferenza». E forse la sofferenza passata e presente che aleggiava come un ombra dietro le sue parole la resero un mito nell’oscurità. Un esempio di come l’arte e la cultura sono valori da sostenere nonostante il male e il dolore.

«La poesia è immortale», spesso ha dichiarato, «nello stesso istante in cui noi ce ne andremo qualcuno ci avrà già dimenticato ma la poesia, quella vera di poesia, rimane e per me sarà come risorgere».

Alda Merini, la tempesta in rima che accarezzava dolcemente l’Italia.

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