SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’associazione “Cittadinanza Attiva” interviene sul destino del Porto di San Benedetto. «Lo sviluppo del Porto – dicono in una nota stampa – passa attraverso il Piano Regolatore Portuale e se quello del 1968 non è più attuale non rimane che metterci mano il prima possibile».

Proseguono: «Le varianti o i Piani particolareggiati non garantiscono una visione dell’insieme oltretutto farebbero riferimento al Piano Portuale del 1968. La necessità di intervenire sull’esistente per adeguarlo ai tempi non deve invece ingannare e far scegliere strade sbagliate che non garantiscono lo sviluppo omogeneo e completo della strategica area portuale».

«È singolare – concludono – che si arrivi a spendere soldi pubblici per avere una visione generale di una trasformazione urbana sostenibile quando invece lo strumento ufficiale è e rimane il Piano Regolatore Portuale. Paradossalmente si ipotizza di procedere con varianti in uno scenario purtroppo già visto su San Benedetto, che ancora attende il Piano Regolatore ma che ha visto tante varianti».

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