SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le Marche, il Piceno e San Benedetto del Tronto: un rapporto ricco e particolare, non fosse altro che la città delle palme e il suo hinterland costituiscono, da sempre, l’estremo meridionale della Regione. È così che il Presidente Gian Mario Spacca, in visita venerdì 30 ottobre proprio a San Benedetto, ha presentato la sua ricetta elettorale in vista dell’appuntamento con il voto della prossima primavera, con il quale il rappresentante del Partito Democratico tenterà di ottenere la rielezione, sfidando un centrodestra che, mai come stavolta, forte del risultato delle ultime europee, spera di strappare la storica regione da sempre orientata al centrosinistra.
Pubblichiamo il programma di Spacca per “San Benedetto del Tronto e la sua comunitànell’allegato Pdf (di fianco, a destra, sotto la foto).
Tra gli elementi che Spacca sottolinea riguardanti il suo mandato, ecco, innanzitutto, la posizione del Piceno nella classifica del benessere stilata dal Nobel Stiglitz: settima posizione fra le province italiane. La crisi occupazionale è stata affrontata con la nomina di un assessore con delega per il Piceno (l’acquavivano Sandro Donati), una serie di interventi a sostegno del lavoro (10 milioni di euro per San Benedetto e 1.660 lavoratori, 28 milioni in tutto per il Piceno con 4.733 lavoratori interessati); 8 milioni di finanziamento Piccole e Medie Industrie di San Benedetto e 15 milioni nell’intero Piceno (per complessivi 938 lavoratori interessati); 15 milioni di euro per ammortizzatori sociali in deroga; e quindi altri interventi per turismo, agricoltura e il Fers Asse V (6 milioni di euro).
IL PORTO Per Spacca l’infrastruttura portuale sambenedettese è parte di una strategia di sviluppo regionale, e si sottolinea il completamento della darsena turistica con 5 milioni di euro di finanziamento regionale. Il Comune di San Benedetto ha presentato alla Regione un progetto per ampliamento e potenziamento dello scalo di alaggio per garantire il transito di imbarcazioni di maggiore portata.
POLO UNIVERSITARIO L’insieme di attività di istruzione universitaria superiore è stato finanziato con 8 milioni di euro da parte della Regione Marche, in coordinamento con il Comune di Ascoli.
IL PROGRAMMA PER IL PICENO Spacca sottolinea l’accordo di programma Val Tronto-Val Vibrata per i quali “sono stati addirittura bloccate dal Governo risorse già stanziate senza una ragione precisa e che invece potrebbero essere di grande aiuto in queste fasi di difficoltà economiche ed occupazionali”. Spacca fa riferimento al progetto di 30 milioni per la riconversione della ex Sgl Carbon in un parco scientifico e tecnologico, della zona franca urbana di Ascoli, il programma regionale Fas di 200 miloni di euro.
SANITA’ Spacca cita i 680 milioni trasferiti in 5 anni a San Benedetto, con un incremento annuale rispetto al 2004 del 17%, superiore alla media regionale (14,3%). In cinque anni i dipendenti della Zona Territoriale 12 sono aumentati di 51 unità (sono ora 986). Un progetto per abbassare i tempi delle liste di attesa ha dato i risultati positivi e queste sono ora a livello delle medie regionali. In tutto circa 18 milioni di euro sono stati stanziati per fondi sociali e strutture socio-sanitarie.
INFRASTRUTTURE La Regione Marche d’intesa con il Governo stima interventi per 1,5 miliardi di euro “per il miglioramento degli assi viari e ferroviari del Piceno”. Si sottolineano: la strada Mezzina, la Salaria, la Piceno-Aprutino, i 22 milioni di euro per la variante urbana a San Benedetto, la ferrovia Ascoli-Antrodoco, l’elettrificazione e la linea ferroviaria Ascoli-Porto d’Ascoli (Spacca cita anche i 2 miliardi di intervistimento per la terza corsia dell’A14 che però, lo sa bene, si ferma a Porto Sant’Elpidio).
INTERNET Sono previsti 1,8 milioni di euro di investimenti per installare 36 chilometri di fibra ottica a favore della banda larga.
COSTA Sette milioni di euro per la difesa della costa e il ripascimento del litorale.
TASSE E DEBITO Spacca afferma che sono state ridotte complessivamente di 66 milioni di euro (da 169 a 103) con un calo del 40%, e che due marchigiani su tre sono esentati dal pagamento dell’addizionale Irpef regionale. Il debito regionale è sceso dai 1.345 milioni del 2004 ai 1.269 del 2009, in controtendenza nazionale.

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