MARTINSICURO – Segnalare i disservizi inerenti la pubblica illuminazione, mappandoli su una carta topografica di Martinsicuro: se alcune strade della città rimangono talvolta al buio, il gruppo di opposizione di Città Attiva chiede ai cittadini di inviare sul sito dell’associazione le debite segnalazioni che poi, una volta raccolte in numero significativo, verranno girate all’amministrazione comunale, ai funzionari competenti e alla Pubbliluce con il compito di porvi quanto prima rimedio.

Da qualche mese infatti sarebbero diversi i disagi inerenti l’illuminazione pubblica che si registrano sul territorio: molti lampioni che si accendono quando già è sceso il buio o che si spengono ancora prima che faccia giorno, altri che non funzionano per ore durante la notte.

L’esternalizzazione del servizio di pubblica illuminazione continua così ad essere motivo di scontro tra maggioranza e opposizione: la prima ribadisce che, con l’affidamento in gestione ad una ditta privata il Comune non dovrà più sostenere le ingenti spese per la manutenzione, e avrà allo scadere del contratto (valido per cinque anni, dal 2008 al 2013) un impianto totalmente rimodernato e all’insegna del risparmio energetico. I gruppi di minoranza invece attaccano sul canone annuo eccessivamente dispendioso che il Comune si ritrova attualmente a pagare alla ditta (470mila euro l’anno, contro i 350mila che spendeva in precedenza con la gestione diretta) sostenendo di ricevere in cambio un servizio poco efficiente, con una riduzione delle ore di accensione dei lampioni e una scarsa o assente manutenzione in caso di guasti o disservizi.

Da qui dunque l’iniziativa intrapresa dal gruppo civico, che invita i cittadini a segnalare l’eventuale mancanza di illuminazione su piazze e strade, attraverso una mail dettagliata da inviare allegando foto o video a testimonianza dei lampioni spenti.

«L’iniziativa si rende tanto più necessaria – scrivono i cittattivisti – se consideriamo che nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo evidenziato la portata assolutamente devastante di ulteriori 90mila euro da destinare a questo improduttivo capitolo di spesa, che ha reso oltremodo ardite le operazioni di riequilibrio di Bilancio». 

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