COLONNELLA – Il Comune di Colonnella diffida se stesso in una singolare vicenda di un presunto abuso edilizio perpetrato dall’Ente stesso. A denunciare il fatto è il gruppo di opposizione guidato da Matteo Marchetti, che racconta come la Truentum srl, la società di trasformazione urbana di intera proprietà comunale, avrebbe avviato un’opera di urbanizzazione bloccata poi per insufficiente documentazione dallo stesso ufficio tecnico del Comune.

«La Truentum – spiegano i consiglieri di minoranza – ha acquistato un terreno privato per volontà dell’amministrazione comunale. L’area sul piano regolatore risulta destinata a verde pubblico. Lo scorso 16 settembre viene depositata al protocollo una Dia (firmata dal direttore della srl e dal sindaco Iustini) per realizzare sul terreno in questione un campo sportivo privo di fabbricati e opere murarie. Stranamente però la richiesta arriva all’ufficio Tecnico dopo 20 giorni, un tempo decisamente troppo lungo».

In base a quanto ricostruito dal gruppo di opposizione, l’ufficio Tecnico, appena analizzata la richiesta, vi avrebbe riscontrato la mancanza di diversi requisiti essenziali alla conformità della stessa, quali, spiega l’opposizione, le indicazioni catastali e i titoli di proprietà, il timbro e la firma dell’impresa esecutrice, il timbro professionale nell’accettazione dell’incarico del direttore dei lavori, l’asseverazione delle particelle della destinazione urbanistica (essendo l’area destinata a verde pubblico), la firma sugli elaborati grafici. L’area inoltre, continua la minoranza, essendo destinata a verde pubblico, non avrebbe potuto ospitare impiantistica sportiva.

Il responsabile di settore quindi ha respinto la richiesta, ma si sarebbe poi scoperto che i lavori per la realizzazione del campetto erano nel frattempo già iniziati «senza approvazione della Dia e comunque prima dello scadere dei trenta giorni».

Subito quindi è scattato l’ordine di sospensione immediata dei lavori in corso, e la diffida dall’eseguire qualsiasi ulteriore tipo di lavorazione.

«Siamo di fronte al paradossale caso in cui il controllore, nel controllare se stesso, riscontra irregolarità di forma e di sostanza di atti ed opere – attacca l’opposizione – e quindi è costretto ad “autosospendersi” e ad “autodiffidarsi”».

«La cosa sconcertante – proseguono – è che nella società Truentum Srl vi è un direttore che percepisce un compenso annuo di 70 mila euro e nel corso del 2008 ha percepito dalla stessa società ulteriori 140 mila euro per progettazione, e di fronte a tali compensi si permette che accadano simili episodi. Questi fatti costeranno oltre ai circa 30 mila euro di interventi preventivati, ulteriori migliaia di euro per sistemare la situazione».

«Chi ne pagherà le spese – concludono – oltre ai contribuenti, sarà la società sportiva locale e i ragazzi della stessa alla quale sono stati promessi pubblicamente nuovi impianti a partire dal mese di settembre. Riteniamo infine che presumibilmente lo sbancamento ad oggi realizzato abusivamente, sia andato a coprire parte del corso dell’affluente al fosso Riomoro, con i rischi idrogeologici che ciò può causare».

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