SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mercoledì mattina sono stati liberati 11 esemplari di tartaruga a circa tre miglia dalla costa sambenedettese. Dopo due settimane di attesa, più volte rimandato a causa della pioggia, ecco finalmente il rilascio delle tartarughe curate dalla Fondazione Cetacea Onlus di Riccione, accompagnato dall’entusiasmo di diverse scolaresche.

Dopo la presentazione dell’evento, presso i locali della Capitaneria di Porto, da parte dell’ufficiale Angelo Tosti e di Pietro D’Angelo, presidente della Riserva Sentina, i membri della Fondazione Cetacea Onlus di Riccione hanno brevemente illustrato a circa 170 tra bambini ed insegnanti appartenenti a circoli didattici cittadini le caratteristiche della specie “caretta caretta” e la loro importanza per l’ecosistema marino: «A differenza della tartaruga di terra, quella marina non può ritrarre testa e zampine. Le tartarughe sin da piccole devono difendersi da sole, ecco perchè in attesa che il guscio diventi indistruttibile, nascono con delle spine sul dorso», descrive Valeria Angelini, ricercatrice della Fondazione cetacea, interrotta più volte dalle tante domande dei bambini. Entusiasmo alle stelle quando Sauro Pari, presidente della Fondazione, ha mostrato le 11 tartarughe di varie misure.

«Capita spesso che venga segnalata alla Capitaneria di Porto, la presenza nel nostro mare, di esemplari, a volte rari, di tartarughe spesso vive ma ferite. Compito della guardia costiera è di condurre i veterinari dalla tartaruga per schedarla e nel caso curarla» spiega il comandante Tosti. Questo è il caso della tartaruga D’Artagnan.

L’esemplare è stato rinvenuto qualche mese fa alla foce del fiume Tronto, dai volontari che lavorano alla Sentina che l’hanno subito ribattezzato con il nome del famoso moschettiere. Dopo le cure veterinarie anche D’Artagnan è stata rilasciata in mare, grazie all’ausilio di tre Únità Navali della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto con a bordo il personale del 1° Nucleo Operatori subacquei della Guardia Costiera.

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