MONTEPRANDONE – Intervista ad Anna Maria Rupilli pubblicata su Riviera Oggi.

Da candidato sindaco a capogruppo consiliare: come è cambiata la vita di Anna Maria Rupilli in questi ultimi mesi?
«Cambiata? Ho soltanto perso qualche chilo ma non è il peso delle nuove responsabilità! Quelle mi regalano il sorriso e la grinta per fare del mio meglio. Fondamentalmente Anna Maria Rupilli non è cambiata in quanto crede e lavora per la realizzazione del Bene Comune, avanti ieri come cittadina, ieri come candidata oggi come capogruppo. Farei prima di tutto un chiarimento riguardo la parola “opposizione”. Sappiamo che nel suo significato più generico essa intende l’assunzione di una posizione contraria, antitetica o comunque non favorevole a quella altrui. Di certo non sarebbe questa la forma costruttiva per cercare di fare “il bene comune”».
“La Nostra Città” ha ottenuto quasi il 19% dei consensi: per qualcuno poco, ma ovviamente un ottimo risultato per una lista civica che si è presentata per la prima volta alle elezioni. Come decidererete di impostare la vostra opposizione?
«Noi abbiamo il pregio di analizzare e discutere ogni decisone. Noi vorremmo, appunto, prendere parte sia come consiglieri ma prima ancora coma liberi cittadini alle decisioni, ricordandoci in ogni momento di non essere solo degli individui bensì i rappresentanti scelti dal ben 19% degli elettori.
L’aspettativa è partecipare attivamente ad ogni progetto in maniera propositiva e costruttiva sempre per il bene della collettività, vegliando sulla opportunità delle scelte della giunta, dando voce ai nostri elettori e avendo come unico obiettivo il bene del nostro paese».
Durante la campagna elettorale si è parlato molto di urbanistica. Cosa vi aspettate dall’operato della giunta Stracci?
«Come è accaduto nel secondo Consiglio Comunale in cui la Nostra Città, e quindi il comitato che ci vedeva portavoci, ha proposto che non vi fossero legami di parentela , coniugio ed affinità per i rappresntanti comunali presso enti, aziende ed istituzioni con i consiglieri comunali, tutto ciò al fine di ottenere il massimo dell’imparzialità. Capisco che spesso i riflettori siano punta sull’urbanistica ma riteniamo che il nostro Comune abbia anche altri problemi che sicuramente ci vedranno portavoci».
A proposito di giunta: quale è la vostra opinione sulla composizione di quella guidata dal sindaco Stracci? Vi soddisfa come qualità delle persone? O avreste preferito altre scelte?
«Non sta certo a me giudicare la “qualità” delle persone scelte. Certo è che un eccessivo frazionamento della cariche suddivise nei vari assessorati a parere “nostro” potrebbe creare qualche problema logistico negli uffici comunali oltre ad oneri eccessivi in termini di spesa. Mi aspettavo un maggior rinnovo nella scelta degli assessori, dando spazio ai giovani eletti. Tra l’altro ero convinta che si sarebbe tenuto fede alla creazione di un assessorato al turismo e che la maggioranza avrebbe rispettato la volontà della minoranza nella scelta della vice presidenza, che è suonata come un dictat. D’altronde quando si è i rappresentanti di una coalizione così variegata, come è capitato a Stefano Stracci, è quasi impensabile che strada facendo i progetti iniziali non subiscano della modifiche, l’importante è non deludere le aspettative».
Nell’ultimo consiglio comunale il sindaco Stracci ha elencato l’insieme dei progetti del suo mandato. Voi avete votato contro: cosa, in particolare, non vi soddisfa?
«Ritengo che vi siano degli aspetti del programma che non possano essere condivisi dalla Nostra Città in quanto se davvero li condividessimo lo stupore sarebbe nel non esserci candidati nella coalizione Stracci!».
“La Nostra Città” è anche un’associazione. In che modo cercate di coinvolgere gli associati nelle scelte del vostro gruppo politico?
«”La nostra città” è un progetto nato dalla profonda convinzione di operare in modo etico e corretto per realizzare l’ideale di equità, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione. Gli associati collaborano in maniera attiva in quanto “analizzano approfondiscono e discutono” nelle assemblee i punti previsti all’ordine del giorno nei consigli comunali».
Ci sono (o ci potrebbero essere) rapporti con l’altra opposizione, il Pdl di Puzielli? O escludete, anche nel lungo periodo, accordi con gruppi politici?
«L’accordo non si fa con le persone questo è frutto dell’ideale di una vecchia politica. L’accordo lo si trova quando si condividono punti di vista, progetti e decisioni. Prese di posizione aprioristiche limitano nelle scelte. L’obiettivo è sempre il bene comune e i principi sono quelli detti precedentemente. Contrari per principio non è costruttivo. Favorevoli neppure. Una valutazione ed un esame caso per caso è sintomo di serietà e correttezza».
Quali sono, secondo voi, i problemi più sentiti in questo momento dai cittadini? C’è qualche caso di poca attenzione da parte del Comune?
«I “problemi” sono quelli che la popolazione riferisce da sempre. Purtroppo il vero “problema” è che questi “problemi” sono rimasti pressocchè gli stessi nel corso del tempo. Non mi aspettavo certo che il nuovo sindaco risolvesse tutto nei famosi 100 giorni, così come disse nell’intervista durante il periodo elettorale, anche perché probabilmente sarebbe suonata come un’offesa nei confronti della precedente amministrazione! Nel progetto sono stati toccati molti punti dal neo sindaco. Le cose però cambieranno davvero se non resteranno meri progetti ma riusciranno finalmente a trovare una loro concretezza, instaurando un dialogo concreto anche con la minoranza. Più volte si è ribadita in campagna elettorale l’importanza dell’ascolto fattivo e concreto della popolazione. Sottolineo della popolazione e non della maggioranza. Dialogare e dare la concreta possibilità di lavorare anche alla minoranza significa dare voce a tutti i cittadini».
Siete stato un gruppo di candidati molto giovane. C’è qualcuno che dopo le elezioni si è allontanato dal vostro gruppo/associazione?
«La critica che ci è stata mossa più di frequente è la giovane età: ma credo sia un bene! Perché in tal caso con il tempo si acquisisce più esperienza, quindi per quale motivo allontanarsi? Gli ideali non si cambiano in una tornata elettorale…neanche quando sono gli ideali di giovani. Ci stiamo organizzando logisticamente per accogliere i nuovi associati. E’ questa la nostra priorità dato che i simpatizzanti stanno crescendo, con grande orgoglio del comitato, a livello esponenziale».
Qual è il futuro di “La Nostra Città”? Fra cinque anni ci sarete ancora? Avete intenzione di aderire a qualche movimento nazionale in vista delle elezioni regionali o poi quelle politiche, oppure resterete una lista strettamente civica?
«Il passato, il presente ed Il futuro de La nostra Città sono: un impegno assiduo, costante, imperterrito, umile ma necessario. Noi ci saremo non solo tra cinque anni ma soprattutto durante questo quinquennio. Speriamo vivamente che ci siate anche voi a dare la giusta risonanza alle nostre idee e ai nostri progetti che oggi più che mai sono presenti in Comune, grazie alla voce dei nostri Consiglieri, rapprentanti di tutta quella gente che ha creduto e continua a cerdere in noi e di tutta quella che, vedendoci lavorare, si ricrederà e ci crederà».

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