SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due ovvietà in contraddizione: la prima, che qualsiasi risultato che non sia una vittoria, in Eccellenza, è considerata dal medio tifoso rossoblu un’onta di difficile digestione (con le dovute eccezioni); la seconda, che non si può sempre vincere. Ecco che la gara di Urbino può essere letta in entrambi i modi, e potrà trovare la sua corretta interpretazione soltanto domenica pomeriggio, al termine della sfida contro il Montegiorgio.
In caso di vittoria, il pari contro il fanalino di coda sarà visto come un naturale momento di flessione; se invece i tre punti dovessero sfuggire, la temperatura nervosa dell’ambiente rossoblu, considerando i sette punti che già ci sono da recuperare sulla capolista Urbania, diverrebbe di nuovo insostenibile.
Di tutto questo ne sono consapevoli sia il presidente Sergio Spina, che l’allenatore Ottavio Palladini. Entrambi troppo “sambenedettesi” per non conoscere l’ambiente a menadito. Ad Urbino, nonostante che i padroni di casa abbiano saputo impostare la gara sull’agonismo rendendo il gioco spezzettato fin dai primi minuti, l’Urbino, oltre il gol, ha collezionato soltanto un’altra nitida occasione (due minuti prima della rete di Manno, su azione fotocopia di quella poi vincente), mentre la Samb, oltre a 3-4 tiri di Menichini che meritavano miglior fortuna, può mettere sul piatto le due grandi opportunità capitate a Zazzetta e Rulli e un salvataggio sulla linea su colpo di testa di Menichini.
L’orchestra rossoblu ha stonato nella prestazione di Cacciatore, davvero abulico se confrontato all’attaccante visto in precedenza, e nell’eccessivo ritardo con cui si è reagito allo strapotere di Luchetti sulla fascia sinistra. Sarebbe bastato agire con più rapidità, passando ad un non vergognoso 4-5-1, per contenere l’unico giocatore avversario in grado di impensierire i rossoblu.
Per il resto, non è il caso di fare eccessivi drammi: il campionato è ancora lungo e nelle ultime 6 partite sono stati realizzati 14 punti con un solo gol subito, che è il dato che interessa maggiormente. Ma contro il Montegiorgio, se non si vince, si ricomincia con la rumba delle polemiche. Nessuno ne ha voglia, da queste parti.

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