DA RIVIERA OGGI NUMERO 794
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nulla di nuovo. La settimana scorsa abbiamo scritto dello strano caso dell’Agenda 21, progetto con il quale il Comune di San Benedetto, capofila della Riviera, aveva ottenuto dal Ministero dell’Ambiente 174 milioni di lire di co-finanziamento (sui 253 e rotti del costo del progetto) per una iniziativa che aveva il fine di divulgare informazioni ambientali alla cittadinanza. Cifra che sarebbe stata pagata nel 2005 dietro la presentazione di fatture quietanzate.
Vale la pena capire che fine abbiano fatto soprattutto i 36,5 milioni di lire stanziati nel destinati a «Materiale Divulgativo»: «15 mila Cd-Rom», «25 mila brochure da allegare ai Bollettini Municipali», «10 mila pubblicazioni del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente» «sito internet».
Pensare che tutto ciò sia stato speso (e fatturato) per essere poi nascosto in uno scantinato appare fantasioso. Il sindaco Gaspari ha ereditato il progetto, concluso ma non divulgato, dalla giunta Martinelli, che con tutta evidenza non s’è appassionata per nulla alla questione. L’assessore all’Ambiente Canducci, a fine 2007, parlava di una imminente pubblicazione di tutto il materiale. Ma Agenda 21 coinvolgeva anche altri Comuni: l’allora sindaco di Grottammare Massimo Rossi presentò i risultati prima della scadenza naturale del progetto, qualche settimana prima delle elezioni comunali del 2003, ma poi, ad urne chiuse, sembra se ne sia totalmente dimenticato (eppure un consulente esterno nominato da Grottammare per Agenda 21 è stato poi assunto). A Monteprandone era sindaco (e deputato) Orlando Ruggieri, a Ripatransone Ubaldo Maroni, a Cupra Giuseppe Torquati.
Certo, non si può pretendere che gli amministratori conoscano tutto ciò che avviene negli uffici. Peccato davvero che di tanti politici nemmeno uno si sappia almeno un poco distinguere.

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