ASCOLI PICENO – Dopo le recenti operazioni della Squadra Mobile della Polizia denominate “Facebook” e “Messenger”, che hanno portato alla luce uno spaccato non certo rassicurante di una parte della gioventù ascolana, le piazze virtuali più famose, dove giovani e meno giovani si incontrano chattando da casa o da luoghi pubblici, sono messe a regime di stretto controllo da parte dell’amministrazione comunale.

Il sindaco Guido Castelli, infatti, ha acquistato 1000 filtri web da installare nei computer degli uffici comunali (anche per evitare perdite di tempo durante l’orario lavorativo) e in quelli delle famiglie che ne faranno richiesta. Il servizio è gratuito.

«E’ chiaro che il filtro più importante rimane la famiglia– commenta Castelli-. Questi strumenti sono di aiuto per quei genitori che magari non hanno troppa esperienza con la tecnologia di internet. In questo modo possono sentirsi, almeno in quell’ambito, più sicuri. Questi accorgimenti devono andare di pari passo con tutte le altre misure di controllo e di prevenzione».

Polemico invece il segretario comunale dell’ex Dc Francesco Petrelli.

«Chat e comunità on-line – sostiene in una nota – sono sempre stati luoghi d’incontro, tanto quanto lo sono i locali pubblici, le discoteche e le piazze. Inibirne l’utilizzo prendendo spunto da un drammatico fatto di cronaca equivale al voler curare una polmonite con un aspirina. Meglio investire i soldi dei contribuenti in formazione, scuola, sport, associazionismo ma soprattutto nella famiglia».

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