ASCOLI PICENO- L’asse attrezzato che attraversa la zona industriale è stato bloccato al traffico sia giovedì che venerdì, quando gli operai della Manuli hanno invaso il suolo stradale. Venerdì pomeriggio c’è stata anche l’occupazione della sala mensa come gesto dimostrativo. Vogliono conoscere l’esito della trattativa che va avanti da oltre 48 tra il Ministero dello Sviluppo e la Manuli.

La proprietà si era presa del tempo per valutare la possibilità o meno di fare un altro passo in direzione delle richieste dei lavoratori, che vogliono il ritiro delle procedure di mobilità per tutti i 376 dipendenti.

Il piano attuale, invece, prevede il reintegro di un centinaio di operai e il licenziamneto di 250.

«Abbiamo aspettato fin troppo – afferma Andrea Quaglietti del Sdl e Rsu aziendale – chiedevamo almeno di essere informati sullo stato della trattativa. Invece niente. Per questo abbiamo bloccato il traffico e occupato una sala della struttura, anche a scopo dimostrativo, per far capire che noi siamo intenzionati a rimetterci al lavoro il prima possibile».

Nella giornata di sabato non sono arrivate altre notizie.

I lavoratori hanno però deciso di aspettare fino a lunedì, prima di procedere con nuove proteste.

Anche perchè, a quanto sembra, i clienti non mancano. «Sappiamo di clienti che non possono acquistare perchè la fabbrica è chiusa – continua Quaglietti – ma vogliono comunque un prodotto fatto ad Ascoli, perchè c’è la certezza della professionalità. I clienti devono sapere che il materiale fabbricato negli ultimi mesi proviene dalla Cina, perciò non c’è garanzia di qualità come in quello che proviene dal sito di Ascoli».

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