GROTTAMMARE – Domenica 25 ottobre i cittadini, iscritti e non ma con almeno 16 anni compiuti, sono chiamati alle urne per eleggere il segretario nazionale ed il coordinatore regionale del Partito Democratico.

Candidati per la Segreteria Nazionale i candidati sono Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, mentre per Coordinatore Regionale l’unico candidato è Palmiro Ucchielli.

Ad ognuno dei candidati alla Segreteria Nazionale sarà associata una lista di candidati all’Assemblea Regionale del Partito.

La lista “Con Bersani 09” presenta tra gli altri il Coordinatore di Grottammare Natalino Mori.

La lista “Democratici con Franceschini” presenta il Consigliere Provinciale Luigi Travaglini e la signora Tiziana Lanciotti, dirigente locale di partito.

La lista “Per Marino Segretario”, non presenta membri del direttivo di Grottammare in questa fase, pur avendo espresso un delegato, Gabriele Merli, alla Convention Provinciale.

Saranno aperti due seggi dalle 8 alle 20, uno presso la Sala Consiliare del Comune, e l’altro presso la Delegazione Comunale in Zona Ascolani e sarà possibile dare la propria preferenza esibendo un documento di identità valido.

«Nelle ultime settimane più che mai – spiegano -, si è registrata presso gli organi di stampa, nei blog, nelle discussioni personali, una grossa discussione intorno a questa delicata fase della vita del Partito e spesso la si è paragonata ad una guerra fratricida, una resa di conti fra correnti, tale da minare la credibilità e l’affidabilità del Partito. È indubbio che le procedure di confronto e di elezione fanno emergere diversi aspetti eccessivamente macchinosi, ma giustificati dalla breve storia del Partito e dalla sua ostinata volontà di definirsi tale pur allargando le decisioni ad una partecipazione più ampia rispetto agli iscritti e recependo dinamiche nuove rispetto alla tradizione politica italiana. Al contrario – continuano – questa fase rappresenta la conferma di valori di democrazia, di dibattito e di confronto interno, che evidentemente i grandi partiti protagonisti degli ultimi 15 anni della vita politica nazionale hanno accantonato definitivamente, propinando modelli di aggregazione, e non di Partito (Popoli, Leghe, Unioni ecc.), a conduzione familiare, soprattutto nel centro-destra».

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