ASCOLI PICENO – Il mondo del web del Piceno ha quasi interamente contestato la decisione del sindaco di Ascoli, Guido Castelli, di “oscurare” i siti di social network e Youtube dai computer connessi alle strutture comunali. In più, l’amministrazione dell’Arengo sta studiando il modo di fornire questo sofware anche alle famiglie ascolane che ne facessero richiesta, in modo da creare un filtro nei confronti dei minori che usano internet. Qualche critica (oltre ai commenti apparsi su questo sito, tra i quali quelli del consigliere comunale di San Benedetto Daniele Primavera) è comparsa anche sulla pagina Facebook proprio di Guido Castelli, a cui il primo cittadino di Ascoli ha prontamente risposto.
«Non ho mai criminalizzato i social network, men che meno la tecnologia. Non so dove dunque da dove derivi il suo stupore (scrive Castelli rivolto ad una cittadina, ndr). Probabilmente dalla mia proposta di dotare i computer di proprietà comunale (accessibili ai minori) di un filtro. Se la mia proposta è esatta sappia che sono convintissimo che si tratta di uno strumento molto utile per aiutare le famiglie nella selezione dei siti da inibire ai minori. Nel caso del filtro di cui stiamo trattando l’acquisto siamo di fronte ad un prodotto che consente ai genitori di scegliere cosa proibire e cosa consentire. Ciò evidentemente alla luce di un dialogo e di un auspicabile confronto con i propri figli».
Continua il sindaco: «Non mi sogno di addebitare ad internet le prodezze dei due arrestati. Sono certo però (per averlo appreso direttamente dalle madri coinvolte nel fattaccio) che la rete abbia rappresentato un strumento decisivo perchè quelle schifezze venissero perpetrate ai danni delle ragazzine ascolane coinvolte. Un uso responsabile ed una adeguata alfabetizzazione informatica dei genitori costituiscono pertanto, a mio avviso, risultati che è bene assicurare alla collettività. Che poi le cause del disagio giovanile riposino su piani che sono di natura culturale ed esistenziale, è una cosa piuttosto ovvia da sembrarmi scontata».

«Così come è ovvio che il nichilismo – è l’analisi di Castelli – il deserto morale e la vaporizzazione dei valori di riferimento esistenziale non sono una prerogativa ascolana ma piuttosto di tutto le società occidentali. Oppure pensa davvero che quello che è successo capiti solo ad Ascoli? E che le cause siano semplicisticamente da ricollegare alle lacune delle amministrazioni locali? Magari fosse così. Sarebbe facilissimo trovare un soluzione. Basterebbe cambiare sindaco (magari cooptandolo tra i rampolli dell’alta borghesia ascolana) e puff: tutto si potrebbe risolvere. La questione giovanile e l’emergenza educativa sono il dilemma capitale della modernità. Compito delle classi dirigenti è creare il clima culturale adatto a moderare i rischi che ne derivano. A mio avviso questo clima si potrà generare con una politica fatta di alcuni si e di alcuni no. Fra anche quello teso ad inibire un uso sregolato ed arbitrario delle rete. Questo penso e non altro».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 764 volte, 1 oggi)