SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il problema del nucleare torna alla luce. A porvi l’attenzione stavolta è comitato “Non rompermi l’atomo” di Grottammare che si esprime con una nota stampa circa un articolo del 13 ottobre. Nell’articolo in questione il Governo tranquillizzava il parlamentare piceno Ciccanti sull’ipotesi della realizzazione di una centrale nella zona Sentina.

«Una risposta – secondo il Comitato – quella del Sottosegretario di Scajola, non povera di ipocrisia perché l’iter previsto dal suddetto disegno di legge non contempla affatto l’opinione dei cittadini e dei residenti, come neanche un’eventuale parere negativo delle Regioni interessate, e per questo la Regione Marche, come molte altre, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale».

Aggiungono ancora: «L’articolo 14 del decreto legislativo affida infatti alla esclusiva competenza dello Stato la valutazione della compatibilità ambientale e l’autorizzazione all’esercizio degli impianti e allo stoccaggio delle scorie. Le aree considerate idonee saranno unilateralmente dichiarate di interesse strategico nazionale, militarizzate e presidiate dall’esercito».

«Il fatto che il Ministero di Scajola – spiega il Comitato – paventi l’avvio di un iter democratico per l’individuazione del sito nella zona Sentina intendendo coinvolgere la volontà popolare, contraddice le procedure di acquisizione dei siti strategici e deve suonare per tutti come un campanello di allarme: dobbiamo invece preoccuparci molto che il sito Sentina sia tenuto in considerazione dall’attività ricognitiva del Ministero».

Conclude il Comitato: «La scelta di convivere con le centrali nucleari, di compromettere territorio e salute, comporta un rischio giustificabile solo per chi ne avrà un ritorno nei magnifici introiti legati alla loro realizzazione».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 509 volte, 1 oggi)