ASCOLI PICENO – Non sanno nulla di quanto si sta decidendo nei colloqui tra il Ministero e la proprietà. I lavoratori decidono allora di manifestare davanti alla Manuli, rallentando il traffico delle automobili. La Digos, a quel punto, blocca per un paio di ore il tratto di strada.

Una protesta pacifica ma ferma, quella di giovedì pomeriggio a Campolungo. In serata poi i lavoratori vengono informati che la trattativa tra la Manuli e le altre parti coinvolte continuerà nelle prossime ore, e ottengono di essere ricevuti (una delegazione di 5 persone) nella mattinata di venerdì in Prefettura, dove verranno tenuti costantemente informati sullo svolgimento delle trattative.

La sensazione è che si vada in direzione di un aumento del numero di operai da reintegrare nell’attività produttiva, si parla di oltre 150. Ma i rappresentanti dei lavoratori sono intransigenti su un punto: il frazionamento della struttura.

«Non possiamo pretendere che la fabbrica venga smembrata -affermano – A quel punto per i cassaintegrati non ci sarebbe futuro, perchè una parte dell’impianto di fatto non esisterebbe più».

L’apputamento definitivo è previsto presso il Ministero dello Sviluppo per il 27 ottobre, quando si definiranno le misure da adottare alla luce delle decisioni prese.

Nel frattempo, quindi, i lavoratori premeranno per ottenere la garanzia del ritiro delle procedure di mobilità e della decisione di dividere l’impianto.

«Non vogliamo essere presi in giro con tagli graduali -concludono – Vogliamo delle garanzie per il futuro della fabbrica, altrimenti torneremo a manifestare».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 471 volte, 1 oggi)