ASCOLI PICENO – Giovedì mattina presso il Tribunale si è tenuto l’interrogatorio di garanzia per Carlo Maria Santini e Enrico Maria Mazzocchi, i due 18enni ascolani arrestati con l’accusa di aver stuprato una ragazzina di 16 anni dopo averla ubriacata.
I due giovani, descritti come molto provati fisicamente, hanno negato le accuse di violenza sessuale e i loro legali hanno chiesto la revoca della carcerazione.
Davanti al Giudice per le indagini preliminari Annalisa Gianfelice, che ha condotto l’interrogatorio, Enrico Maria Mazzocchi ha pianto in quanto «molto provato», come ha riferito il suo avvocato Alessandro Angelozzi, ed ha negato decisamente lo stupro «nella vera accezione del termine – ha spiegato il legale – come d’altra parte emerge dai referti medici».
Nega anche Carlo Maria Santini, per il quale l’avvocato Carlo Grilli ha chiesto la revoca della misura cautelare per motivi di salute. «E’ in una condizione psicofisica disastrosa», ha dichiarato il legale.
L’avvocato Angellozzi ha sostenuto in questa dichiarazione all’agenzia Agi: «Non c’è stato alcuno stupro, nessuna violenza carnale come è stato detto fino ad ora. Lo conferma il certificato medico ospedaliero eseguito sulla ragazza dopo il ricovero: in quel referto non si parla di deflorazione».
Angelozzi, al termine dell’interrogatorio di garanzia, ha sostenuto poi sempre all’Agi che «l’articolo 609 bis del codice penale prevede fattispecie di reato di gravità diverse, dagli atti di libidine alla violenza carnale. Qui, al mio assistito sono stati imputati reati che non sono avvenuti nella realtà. Perchè se c’è stata violenza, non è stata sessuale e certamente non tale da arrivare allo stupro. Il mio assistito è molto provato dalla carcerazione e si è reso conto della stupidaggine che ha fatto».

LA FAMIGLIA DELLA MINORENNE CHIEDE IL SILENZIO Anna Laura Lucani, avvocato della famiglia della minorenne che sarebbe stata adescata su Facebook e poi avrebbe subito violenza nella casa di via Parini, in una dichiarazione all’Ansa ha chiesto il silenzio stampa sulla sua assistita e sulla sua famiglia.
Intanto si sta verificando la testimonianza di un’altra ragazzina, stavolta di 14 anni, che accusa Santini e Mazzocchi di averla costretta a compiere «atti di libidine violenta», sempre nell’appartamento di via Parini.

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