FERMO – Sgominata l’organizzazione che reclutava giovani donne provenienti dalla Romania con la promessa di un futuro migliore inducendole, una volta arrivate nella “terra promessa” alla dura realtà della prostituzione. Gli imputati sembrerebbero essere due. Nello specifico una donna di nazionalità rumena identificata come “dama di compagnia”, G.G. di 30 anni, riconosciuta come probabile perno di congiunzione con l’Est Europa per il reclutamento delle donne e un complice uomo, V.Z. pregiudicato 30enne, residente a Reggio Emilia ma di origini napoletane ritenuto il presunto aguzzino delle donne.La vicenda nello specifico è stata sintetizzata in due “semplici” passaggi, fondamentali per il sostituto procuratore Ortenzi. La prima, chiamata “fase di reclutamento“, prevedeva una vera e propria ricerca di donne interessate alla “terra promessa Italia”, illudendo di trovare aiuto e sostegno da parte di connazionali. Tutto ciò, secondo le indagini sarebbe stato diretto dalla donna indiziata, la rumena “dama di compagnia”. La seconda, denominata “fase dell’intimidazione“, consisteva nell’intimidazione nei confronti delle povere malcapitate. Il tutto, sempre dalle indagini, era gestito dal napoletano, che nel corso delle ricerche è stato accusato anche di rapina e porto abusivo d’armi (con cui minacciava le “schiave”).

Per ora sono note le circostanze che secondo il sostituto procurato sono valse la richiesta in via cautelare con la custodia degli indiziati presunti autori del reato.

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