SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Raramente è accaduto nella storia della televisione che una fiction, partita con un ampio consenso da parte del pubblico, finisse poi col perdere i suoi affezionati. Conquistare immediatamente un grosso bacino d’utenza fino ad oggi era sempre parso come un ottimo viatico verso la consacrazione di un prodotto, soprattutto se ci trovavamo di fronte ad un progetto a lunga serialità.

“Intelligence” sembra invece aver rovesciato ogni parametro. Il thriller investigativo realizzato dalla “Taodue” di Pietro Valsecchi e costato oltre 20 milioni di euro (cifra record per il panorama italiano), dopo un avvio col botto di quasi 7 milioni di telespettatori (pari al 27% di share) è costantemente calato di settimana in settimana, finendo addirittura sotto l’asticella limite del 20% , con il penultimo appuntamento fermo a 4 milioni 800 mila spettatori.

Più di due milioni di “teste” perse per strada tra il primo ed il quinto episodio, con un’emorragia percentuale vicina ai dieci punti. Un declino inesorabile, inaspettato quanto immeritato per una serie avvincente, ben recitata, ricca di colpi di scena e supportata dall’eccellente regia di Alexis Sweet.

Difficile dunque trovare un colpevole. Probabilmente la scelta primaria di Raiuno di controprogrammare a Raoul Bova il modesto show di Vincenzo Salemme “Da nord a sud”, aveva caricato di incauto ottimismo i vertici Mediaset. Non a caso il vento è mutato proprio quando Viale Mazzini, prima con “Tutta la verità” e sette giorni dopo con “Una sera d’ottobre”, s’è mossa sull’identico genere, buttando in campo due punte di diamante della rete.

Va comunque dato merito a Canale 5 di aver mantenuto ordinata la programmazione di “Servizi e segreti”, confermata al lunedì (eccezion fatta per la puntata finale, in onda venerdì 23) nonostante le recenti difficoltà incontrate. Al contempo va però rinfacciata all’azienda la totale assenza di repliche, se non sul canale satellitare MediasetPlus. La riproposizione della quarta serata (la prima davvero sofferente sotto il profilo degli ascolti), magari al sabato o alla domenica mattina, dove invece regnano gli inutili “bis” di “Verissimo” e del “Maurizio Costanzo show”, avrebbe forse evitato un tale deflusso di pubblico.

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