SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 19 al 22 ottobre venti docenti e ventuno studenti provenienti da Austria, Danimarca, Norvegia, Estonia, Grecia, Spagna e Irlanda sono ospiti dell’istituto Alberghiero “Filippo Buscemi” nell’ambito del Progetto Comenius, ideato dalla Comunità Europea per formare alla cittadinanza attiva e al dialogo interculturale, incrementare l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e migliorare le competenze linguistiche (inglese e altre lingue comunitarie). Il tema di quest’anno è l’ambiente. Una scelta conseguente alla conferenza decisiva dell’ Onu sulla riduzione di Co2 che si terrà a dicembre a Copenaghen

Studenti e docenti risiedono presso “le Terrazze” di Grottammare. Il nome completo del progetto multilaterale Comenius è “TICKETS, please” (Towards Inter-Cultural Knowledge for European Teachers and Students)

Per il secondo anno consecutivo la professoressa Leonella Ferrarini, ha promosso presso l’Ipssar la realizzazione dello scambio culturale fra una “biciclettata”, la visita all’impianto di raccolta differenziata della Picenambiente, una visita al Museo Ittico e al Museo delle Anfore assieme all’assessore all’Ambiente Canducci, e poi incontri con la Capitaneria di porto, cene biologiche, cenni sull’agricoltura biologica e scambi di opinione sul rispetto dell’ambiente in relazione al paese di provenienza. I ragazzi hanno così potuto confrontarsi sulle loro esperienze scolastiche, sulle diverse abitudini, sulla musica che ascoltano e perché no, anche sul divertimento.

Tutti i professori della delegazione straniera hanno sottolineato l’importanza della comunicazione, del dialogo tra i popoli al fine di raggiungere una vera intesa nel rispetto delle diversità.

Diversità che secondo uno studente sambenedettese, Hoxha Alen, si riduce al modo di comunicare con la gestualità dei ragazzi dei paesi del Mediterraneo rispetto ai nordici. «Si sono formati gruppetti all’interno del progetto, in base a delle affinità immediate. Non ci sono mai stati momenti di silenzio, lo sforzo di tutti ha garantito un dialogo costante. Abbiamo scoperto la differenza del nostro clima rispetto al sud della Spagna, con le ragazze che dicevano in continuazione “ muy frio!”. E’ stato divertente osservare la maniera in cui certe nostre pietanze erano per alcuni di loro sconosciute: una fetta di bresaola, girata varie volte prima di essere mangiata…Alcune diversità ci hanno incuriosito, ma l’aspetto più interessante è che di fatto ascoltiamo la stessa musica e adoriamo tutti le feste».

Questo progetto tende a superare il concetto di globalizzazione, insistendo di più sul bisogno di un contributo singolo che crei un incontro vero tra persone.

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