SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una banca di dimensioni nazionali è stata condannata a risarcire un imprenditore per via dell’applicazione di interessi anatocistici. La pronuncia giudiziaria è avvenuta da parte della sezione distaccata di San Benedetto del Tribunale di Ascoli. Il legale dell’imprenditore risarcito, l’avvocato Emanuele Argento di Pescara, preferisce non rendere noti i nomi del suo cliente e dell’istituto bancario. «L’importante è che si sappia che vincere questo tipo di cause è possibile», dichiara a rivieraoggi.it.

L’istituto di credito, di rilevanza nazionale, è stato condannato a pagare 63 mila euro come risarcimento delle somme illecitamente percepite dall’istituto di credito a titolo di interessi anatocistici – interessi calcolati sugli interessi – oltre che di commissioni e spese, negli anni fra il 1999 e il 2000.

Il consulente tecnico dell’imprenditore è Gennaro Bacile, il quale riveste anche il ruolo di portavoce nazionale di “SOS Utenti”.
«Considerato che l’atto di citazione in giudizio è stato depositato nel 2008 – afferma all’Agi Bacile – abbiamo ottenuto l’ordinanza a noi favorevole in un solo anno: un vero record. Il Tribunale di Ascoli e la sua sede distaccata di San Benedetto sono fra le sedi giudiziarie più sollecite in Italia a definire le cause di rivendicazione anatocistiche verso le banche».

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