GIULIANOVA – Il Diana Madre riaffiora dalle acque del porto di Giulianova. Una parte del relitto dell’imbarcazione sambenedettese affondata lunedì 12 ottobre è stata ripescata nel pomeriggio di sabato grazie all’utilizzo di una gru. In superficie è così riemerso l’archetto di poppa del peschereccio, con ancora agganciata la rete principale. Non è stato ancora possibile recuperare la seconda rete. Nella mattinata di sabato i sommozzatori del Gruppo O.P.S.A. della Croce Rossa Italiana di Giulianova, guidati da Claudio Lamolinara, partendo dalla posizione del relitto hanno scandagliato tutta la scogliera del molo sud del porto.

Alle operazioni di recupero, rese difficoltose dalla scarsa visibilità che i sommozzatori hanno trovato in acqua, ha assistito anche il comandante Marco Marchegiani, che è stato ascoltato in precedenza dalla Guardia Costiera di Giulianova per rendere le ultime testimonianze relative all’incidente. Con il comandante, nel corso della deposizione, erano presenti anche due periti di parte che stanno lavorando alla ricostruzione della dinamica del naufragio, al fine di trasmettere poi tutta la relativa documentazione alla Procura della Repubblica.

Proseguono in mare intanto le ricerche del marinaio disperso Maurizio Fagone. Dopo l’utilizzo di sonde per scandagliare i fondali e le scogliere nelle vicinanze del porto, è stato impiegato anche un aereo Atr 42 della Guardia Costiera, che ha ispezionato l’Adriatico da Giulianova a Termoli, con passaggi a bassa quota. Non è escluso infatti che il corpo del povero marittimo possa essere stato trascinato lontano dalle correnti marine, particolarmente forti a causa del maltempo della scorsa settimana.

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