ASCOLI PICENO – Sono partiti in mattinata alla volta di Milano una cinquantina di operai della Manuli di Ascoli, la fabbrica che l’estate scorsa ha annunciato l’imminente chiusura e la conseguente messa in mobilità di 376 dipendenti. Dopo oltre due mesi di lotte, proteste e incontri, i vertici dell’azienda si erano dichiarati, nei giorni scorsi, disponibili a presentare un nuovo piano industriale che scongiurasse il pericolo di smantellamento della fabbrica di Ascoli e di cessazione della produzione. Ma il nuovo Piano ha lasciato fortemente insoddisfatti lavoratori e sindacati poiché prevede il reintegro nella produzione di soltanto 100 lavoratori, mentre gli altri 276 rimarrebbero in mobilità.

E’ stata questa la molla che ha spinto una cinquantina di operai a recarsi fino a Milano per protestare davanti alla sede legale della Manuli in piazza della Repubblica dove speravano di incontrare i rappresentanti dell’azienda. “Probabilmente il dottor Grandi e il dottor Marchisio sono scappati- sostiene Andrea Quaglietti del Sdl e Rsu di fabbrica – Dopo il piano industriale che hanno presentato e che noi giudichiamo a dir poco ridicolo, il minimo che potevamo fare era portare la protesta a casa Manuli. Ma di loro ovviamente nessuna traccia. Continuano ad evitare di incontrare i rappresentanti dei lavoratori della fabbrica, come hanno fatto a Roma dove hanno trattato solo con i rappresentanti nazionali.”

Gli operai hanno esposto gli striscioni e gridato slogan; tre di loro si sono incatenati davanti ai cancelli della sede. Nel frattempo si sono radunati per solidarietà a Piazza della Republica diversi operai milanesi. A quel punto una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal vice prefetto di Milano che ha assicurato di preparare un documento, in concerto con la Prefettura di Ascoli, da inviare al Ministro Scajola in previsione del prossimo incontro previsto per mercoledì 21 a Roma con i vertici aziendali e i sindacati.

Prima di ripartire per Ascoli, gli operai hanno portato il loro saluto ai lavoratori che presidiano lo stabilimento della Innse.

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