OFFIDA – Non sarà un Brunetta del Piceno, ma il sindaco Valerio Lucciarini non si esime dal mettere i cosiddetti “puntini” sulle “i” in relazione alle consuetudini dei dipendenti comunali. Con una circolare interna del 15 ottobre, infatti, il sindaco di Offida disciplina la famosa “pausa caffè“. I funzionari comunali da oggi in poi potranno sì staccare dai ripetitivi lavori d’ufficio per rinfrancarsi qualche istante con un veloce espresso o una necessaria sigaretta (o per una più socievole chiacchierata), ma il tutto dovrà essere registrato e quindi, per ogni “break“, sarà previsto il contrappasso del recupero di ogni minuto di pausa.
Si legge nella circolare: «In riferimento alla così detta “pausa caffè” oramai entrata nell’abitudine quotidiana dei dipendenti comunali, si rappresenta che l’assenza dall’ufficio di appartenenza non può e non deve configurarsi quale inadempimento all’obbligo del rispetto dell’orario. Detto questo, per ciò che riguarda nello specifico detta “pausa”, essa potrà essere esercitata legittimamente solamente se segnalata dai rilevatori automatici della presenza e quindi, in ogni caso, sia oggetto di recupero e tale recupero consti “ex actis”».
Tolto il burocratese, è lo stesso primo cittadino offidano, eletto lo scorso mese di giugno, a chiarire ulteriormente la sua posizione: «Non capisco tutto questo clamore intorno ad una regola, non solo sostanziata da disposizioni normative che dovrebbero essere state già “assorbite” e praticate da anni da dipendenti pubblici, ma che non è nient’altro che una modalità dettata dal buon senso. Se si vuole esercitare la volontà di prendersi una pausa dall’orario di lavoro, credo che sia altrettanto legittimo che i minuti che vengono utilizzati per gustarsi un buon caffé debbono essere recuperati a servizio dell’amministrazione pubblica perché a volte c’è quella brutta abitudine a non stare tanto attenti ai minuti che si utilizzano per la pausa, a differenza, invece, di come si sia vigili all’orario d’uscita, quest’ultimo rispettato con precisione svizzera».
La nota firmata da Lucciarini inoltre ricorda «che ogni assenza dal posto di lavoro, totale o parziale che essa sia, che non sia formalmente giustificata, si traduce oltreché nella proporzionale ed automatica riduzione della retribuzione, anche nella attivazione da parte del dirigente responsabile, delle procedure disciplinari normativamente previste. E’ evidente che tale comportamento costituisce anche illecito penale ed erariale in presenza di dolo o di colpa grave e di danno pubblico».
E infine: «E’ evidente che tale circolare dovrà trovare pratica diligente, per questo verificheremo l’osservanza della disposizione».

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