SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La stitichezza è un disturbo alquanto diffuso soprattutto nei paesi occidentali e tra le cause più importanti si evidenziano un errato stile di vita (vita sedentaria, mancanza di una regolare attività fisica, ritmi frenetici, stress, ansie e tensioni emotive) e scorrette abitudini alimentari (diete inadeguate, scarsa ingestione di fibre alimentari e di liquidi, abuso di alcol).
Ma anche alcune malattie dell’apparato digerente (colon irritabile, diverticolosi…), l’abuso di lassativi e di alcuni farmaci e l’impoverimento della flora batterica intestinale (disbiosi), giocano un ruolo importante.
Ne sono colpiti bambini, anziani, adulti, e le donne soprattutto in gravidanza.
Si parla di stitichezza, non quando l’evacuazione non avviene puntualmente ogni mattina, ma solo quando essa è rallentata (meno di tre volte alla settimana) ed è particolarmente difficile, dolorosa ed accompagnata da una sensazione di incompleto svuotamento.

Le regole fondamentali per combatterla, da mettere in atto quotidianamente, sono le seguenti:

Garantire il giusto apporto di fibre, soprattutto quelle di verdura (ortaggi cotti e crudi), frutta fresca (kiwi, prugne…) e secca; bene i cereali integrali e i legumi (le fibre aumentano la massa fecale, stimolano la peristalsi ed incidono sulla frequenza delle evacuazioni). In molti casi, una dieta ricca di fibre, soprattutto crusca (fibra insolubile), può produrre alcuni effetti spiacevoli, quali un aumento della flatulenza, dolore e gonfiore, per cui l’introduzione dovrà essere graduale, senza eccessi e distribuite nell’arco dell’intera giornata. Più indicata la fibra solubile e magari un supplemento a base di psillio.
Moderare alcuni alimenti astringenti: succo di limone, riso, banane, mele, mirtilli, nespole ed i formaggi fermentati.
Mangiare con calma, ad orari regolari (sia a pranzo, sia a cena); non saltare mai i pasti; fare una colazione sana, corretta, a base di cereali integrali.
Bere al mattino, a stomaco vuoto, un bicchiere dell’acqua delle prugne, messe a mollo la sera prima, oppure un bicchiere di acqua tiepida; spesso è sufficiente un caffè o un tè caldo per stimolare l’attività intestinale.
Bere almeno un litro e mezzo di acqua naturale (i liquidi vengono assorbiti dalle fibre e contribuiscono a far crescere di volume le feci).
Evitare di condurre una vita troppo sedentaria; praticare con regolarità e costanza un’attività sportiva o camminare per almeno un’ora o correre per mezz’ora; facilitano l’evacuazione anche i massaggi e la ginnastica addominale.
Soddisfare lo stimolo dell’evacuazione appena lo si avverte (indurimento delle feci e conseguente difficoltà di evacuazione possono essere causate dalla permanenza prolungata delle stesse che favorirebbe il riassorbimento di acqua nelle pareti intestinali).
Cercare di non sottoporsi a stress eccessivi, sia dal punto di vista fisico che mentale.
Coricarsi sempre alla stessa ora e riposare per un numero sufficiente di ore.

Da ricordare inoltre, che il trattamento farmacologico deve essere riservato solo nei casi più seri.
Occhio all’uso improprio di lassativi in genere, miscele di erbe o tisane: se danno un momentaneo miglioramento, il loro uso prolungato infatti potrebbe dare assuefazione, rendendo l’intestino ancora più atono e pigro e determinare una perdita di acqua e compromettere l’assorbimento di alcuni sali minerali o farmaci.
Utili possono essere i probiotici (a base di batteri che costituiscono la normale flora del colon, come i lactobacillus e i bifidumbacterium), contenuti anche in alcuni yogurt.
Il lattulosio, per esempio, è venduto sottoforma di sciroppo ed è un disaccaride che nel colon attirando acqua per osmosi, aumenta la massa delle feci, stimola le contrazioni dell’intestino e previene l’eccessivo indurimento delle feci.
L’impiego di piante ricche di mucillagini lubrificano il transito intestinale e ne facilitano l’eliminazione: glucomannano, psyllium, foglie di malva, semi di lino e radici di altea.
Alcune piante provocano lo svuotamento dell’intestino stimolando la muscolatura: senna, rabarbaro, frangula, cascara e aloe; per supposte o microclismi di glicerina si consiglia un trattamento, di breve durata, nella stitichezza occasionale.
Con la stitichezza può insorgere, a volte, una sensazione di stanchezza e mal di testa. Molto spesso invece si accompagna a dolore addominale, difficoltà di digestione, senso di pesantezza e gonfiore. Utili per ridurre il gonfiore: finocchio, anice, cumino e coriandolo, mentre per ridurre la tensione addominale: melissa e camomilla.
Si consiglia di verificare, in caso di stipsi, anche la corretta funzionalità epatica e biliare; utili in questo caso: carciofo, cardo mariano, rabarbaro e tarassaco.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.666 volte, 1 oggi)